Il ravvedimento operoso è il modo per pagare in ritardo un’imposta con una sanzione ridotta: nel 2026, se rimedi entro 30 giorni, costa l’1,25% di quello che non hai versato, più gli interessi. Di solito il problema emerge a dicembre, quando nell’estratto conto manca l’F24 del 30 novembre. In Computis lo sentiamo raccontare spesso dagli amministratori di SRL: il versamento mancato si scopre settimane dopo, quando il ritardo ha già un prezzo. Qui trovi quanto costa rimediare, come si calcola con due esempi, quali codici tributo usare nell’F24 e fino a quando si può fare.
Ravvedimento operoso: cos’è e quando si può fare
Il ravvedimento operoso è lo strumento con cui una società regolarizza da sola una violazione fiscale, come un versamento omesso, tardivo o insufficiente o un errore in una dichiarazione. Paga l’imposta dovuta, gli interessi e una sanzione ridotta, che scende tanto più quanto prima rimedia.
Per una SRL si può ravvedere quasi tutto quello che passa da un F24 o da un invio all’Agenzia: i versamenti di IVA, IRES, IRAP e ritenute, le dichiarazioni, la LIPE, le fatture e le autofatture inviate in ritardo. Dichiarazioni, LIPE e fatture hanno regole proprie, che trovi più sotto.
Il ravvedimento è completo solo quando hai fatto tutte e tre le cose:
- versare l’imposta, o correggere la dichiarazione o la comunicazione sbagliata
- versare la sanzione ridotta
- versare gli interessi, calcolati giorno per giorno
Se l’imposta l’hai già pagata in ritardo e sanzione e interessi li versi dopo, il ravvedimento vale lo stesso: la riduzione si calcola sul giorno in cui completi i pagamenti, e gli interessi coprono tutto il periodo del ritardo.
Quando il ravvedimento operoso non si può più fare
Per le imposte gestite dall’Agenzia delle Entrate il ravvedimento si chiude solo quando arriva un atto: un avviso di liquidazione o di accertamento, oppure una comunicazione di irregolarità con le somme dovute, il cosiddetto avviso bonario, che nasce dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni. Di norma la preclusione riguarda le violazioni che quell’atto contiene: per le altre la porta resta aperta.
Non lo impedisce l’inizio di una verifica fiscale, e nemmeno un processo verbale di constatazione. Cambia solo la riduzione: un quinto del minimo dopo il verbale, un sesto dopo lo schema di atto dell’Agenzia, un quarto se lo schema di atto segue un verbale.
Le lettere con cui l’Agenzia segnala un’anomalia, per esempio fra i dati dichiarati e quelli che ha nelle sue banche dati, non chiudono la porta. Servono proprio a invitare a correggere l’errore con il ravvedimento prima di un accertamento.
Se invece è già arrivato l’avviso bonario, per quelle violazioni il ravvedimento non è più possibile, ma la sanzione si riduce lo stesso: pagando entro i termini della comunicazione scende a un terzo, cioè all’8,33% dell’imposta per le violazioni dal 1° settembre 2024. In tutti e due i casi conviene portare la lettera al commercialista partner, che controlla le somme e valuta come rimediare.
Sanzioni ravvedimento operoso 2026: la tabella
Chi non versa un’imposta, o la versa in ritardo, paga una sanzione del 25% dell’importo non versato. Se il ritardo non supera i 90 giorni la sanzione scende al 12,5%. Se non supera i 15 giorni è un quindicesimo del 12,5% per ogni giorno, circa lo 0,83%.
La base è sempre la parte non versata. Se la SRL doveva 10.000 euro e ne ha versati 8.000, la sanzione si calcola sui 2.000 mancanti: è il caso dell’insufficiente versamento.
Con il ravvedimento la sanzione si riduce ancora, in base a quando rimedi. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024:
| Fascia | Quando rimedi | Riduzione | Sanzione effettiva |
|---|---|---|---|
| Sprint | entro 14 giorni | un decimo dello 0,83% al giorno | 0,083% per ogni giorno di ritardo |
| Breve | dal 15° al 30° giorno | un decimo del 12,5% | 1,25% |
| Intermedio | dal 31° al 90° giorno | un nono del 12,5% | 1,39% |
| Lungo | dal 91° giorno al termine della dichiarazione dell’anno della violazione | un ottavo del 25% | 3,125% |
| Oltre | dopo quel termine | un settimo del 25% | 3,57% |
I nomi delle fasce non vengono dalla legge: li usano la prassi e i software di calcolo. Il ravvedimento sprint arriva all’1,16% al 14° giorno; dal 15° al 30° la sanzione è l’1,25% fisso. Quando per quell’imposta non è prevista una dichiarazione, la fascia lunga dura un anno dalla violazione.
La fascia lunga, per le imposte di una SRL, arriva fino al termine della dichiarazione che riguarda l’anno della violazione. Per l’IVA del 2026 è il 30 aprile 2027, termine della dichiarazione IVA. Per IRES e IRAP del 2026 è il termine della dichiarazione dei redditi, che per le società con l’esercizio solare, con le regole di oggi, cade il 2 novembre 2027: il 31 ottobre è domenica e il 1° novembre è festivo. Dopo si passa al 3,57%, senza altri limiti di tempo.
Dal 1° gennaio 2027 le regole sulle sanzioni passano in un testo unico, con le stesse riduzioni.
Riforma delle sanzioni 2024: cosa è cambiato
Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione sui versamenti è del 25%, e oltre il termine della dichiarazione dell’anno il ravvedimento costa sempre un settimo, senza un limite di anni. Per le violazioni commesse fino al 31 agosto 2024 restano le regole di prima: sanzione del 30%, 15% entro 90 giorni e 1% al giorno entro 15, con due fasce dopo la dichiarazione invece di una.
| Quando rimedi | Violazioni fino al 31/08/2024 | Violazioni dal 01/09/2024 |
|---|---|---|
| Entro 14 giorni | 0,1% per ogni giorno | 0,083% per ogni giorno |
| Dal 15° al 30° giorno | 1,5% | 1,25% |
| Dal 31° al 90° giorno | 1,67% | 1,39% |
| Entro la dichiarazione dell’anno | 3,75% | 3,125% |
| Entro la dichiarazione dell’anno successivo | 4,29% | 3,57% |
| Oltre | 5% | 3,57% |
Le cifre di prima servono ancora a chi ravvede oggi una violazione di prima di settembre 2024, per esempio un saldo IVA del 2023. Il cambio viene dalla riforma delle sanzioni tributarie del 2024, che ha abbassato le percentuali e ha tolto la fascia oltre la dichiarazione dell’anno successivo.
Interessi del ravvedimento operoso: il tasso legale 2026
Gli interessi si calcolano sull’imposta non versata, mai sulla sanzione, per ogni giorno di ritardo fino al pagamento. Si applica il tasso legale: 1,60% annuo dal 1° gennaio 2026. Nel 2025 era il 2%.
Il tasso si scrive come numero: per il 2026, 1,60. È la formula indicata nella scheda dell’Agenzia delle Entrate sul ravvedimento, che riporta anche i tassi degli anni passati.
Se il ritardo è a cavallo di due anni, i giorni di ciascun anno si calcolano con il tasso di quell’anno. Il tasso del 2027 lo fissa un decreto del Ministero dell’economia, di solito a dicembre: finché non è pubblicato non si conosce. Nell’F24 gli importi si scrivono al centesimo.
Ravvedimento operoso: calcolo con due esempi per una SRL
Il calcolo è sempre lo stesso: l’imposta, più la sanzione ridotta della fascia in cui cade il pagamento, più gli interessi.
Calcolo del ravvedimento breve: secondo acconto IRES pagato a fine dicembre
Riprendiamo la SRL di componentistica meccanica dell’articolo sul secondo acconto IRES: 18.000 euro da versare entro lunedì 30 novembre 2026. L’F24 non parte, e l’amministratore se ne accorge con l’estratto conto. La società paga martedì 29 dicembre, con 29 giorni di ritardo: è ancora nella fascia breve.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Secondo acconto IRES (codice 2002) | 18.000,00 € | |
| Sanzione ridotta (codice 8918) | 1,25% di 18.000 € | 225,00 € |
| Interessi (codice 1990) | 18.000 € × 1,60 × 29 ÷ 36.500 | 22,88 € |
| Totale | 18.247,88 € |
Un giorno dopo il trentesimo la sanzione passerebbe all’1,39%: 250 euro invece di 225.
Calcolo del ravvedimento lungo: IVA di luglio scoperta a dicembre
Stessa SRL, che fa la liquidazione IVA ogni mese. L’IVA di luglio 2026, 5.400 euro, scadeva giovedì 20 agosto. A dicembre, controllando i versamenti, la società si accorge che quell’F24 non è mai partito e paga lunedì 14 dicembre. Sono 116 giorni di ritardo, nella fascia lunga, perché la dichiarazione IVA del 2026 si presenta entro il 30 aprile 2027.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| IVA di luglio (codice 6007) | 5.400,00 € | |
| Sanzione ridotta (codice 8904) | 3,125% di 5.400 € | 168,75 € |
| Interessi (codice 1991) | 5.400 € × 1,60 × 116 ÷ 36.500 | 27,46 € |
| Totale | 5.596,21 € |
Ora la stessa IVA, a seconda di quando la società se ne accorge. Il confronto riguarda solo la sanzione: gli interessi crescono con i giorni, ma su questo importo valgono circa 86 euro per ogni anno di ritardo, al tasso del 2026.
| Quando paghi | Sanzione | Importo della sanzione |
|---|---|---|
| Dopo 10 giorni | 0,83% | 45,00 € |
| Dopo 25 giorni | 1,25% | 67,50 € |
| Dopo 60 giorni | 1,39% | 75,00 € |
| Entro il 30 aprile 2027 | 3,125% | 168,75 € |
| Dopo il 30 aprile 2027 | 3,57% | 192,86 € |
| Con l’avviso bonario, pagato nei termini | 8,33% | 450,00 € |
| Senza ravvedimento né riduzioni | 25% | 1.350,00 € |
Fra il primo mese e la dichiarazione la differenza è di un centinaio di euro. Fra il ravvedimento e la sanzione piena è di più di mille.
Ravvedimento operoso: codici tributo e compilazione dell’F24
Nell’F24 del ravvedimento l’imposta resta sul suo codice di sempre. Sanzione e interessi hanno codici propri, e come anno di riferimento si scrive l’anno d’imposta per cui si paga.
| Imposta | Codice dell’imposta | Sanzione | Interessi |
|---|---|---|---|
| IVA mensile, trimestrale, acconto, saldo | 6001-6012, 6031-6033, 6013 e 6035, 6099 | 8904 | 1991 |
| IRES: acconti e saldo | 2001, 2002, 2003 | 8918 | 1990 |
| IRAP: acconti e saldo | 3812, 3813, 3800 | 8907 | 1993 |
| Ritenute sui dipendenti | 1001 | 8947 | sommati alla ritenuta |
| Ritenute sui professionisti | 1040 | 8948 | sommati alla ritenuta |
| LIPE, dichiarazioni e altre violazioni non di versamento | 8911 |
IVA, IRES e ritenute vanno nella sezione Erario. Per l’IRAP tutte e tre le righe vanno nella sezione Regioni, con il codice della regione.
Per le ritenute gli interessi non hanno un codice: si sommano all’importo della ritenuta. Con l’8947 e l’8948 nel campo del mese si scrive, a due cifre, il mese di riferimento della ritenuta. Il codice 8906, che serviva per le sanzioni dei sostituti d’imposta, è soppresso dal 3 luglio 2023: al suo posto si usano questi due.
F24 del ravvedimento compilato: l’esempio dell’IVA di luglio
Per la SRL dell’esempio, che paga il 14 dicembre, le tre righe della sezione Erario sono queste:
| Codice tributo | Rateazione/mese rif. | Anno di riferimento | Importi a debito versati |
|---|---|---|---|
| 6007 | da lasciare vuoto | 2026 | 5.400,00 |
| 8904 | da lasciare vuoto | 2026 | 168,75 |
| 1991 | da lasciare vuoto | 2026 | 27,46 |
Il saldo della sezione è di 5.596,21 euro.
Si può fare il ravvedimento anche a pezzi. Se versi l’imposta in più volte, ogni versamento ha la sua sanzione e i suoi interessi, calcolati sulla data in cui lo fai: è il ravvedimento parziale. Non è previsto invece un piano a rate.
Ravvedimento su dichiarazioni, LIPE e fatture
- Dichiarazione presentata in ritardo, ma entro 90 giorni dalla scadenza: è valida. La sanzione per il ritardo si riduce a un decimo del minimo previsto per la dichiarazione omessa, cioè 25 euro, e sulle imposte non versate si fa il ravvedimento visto sopra. Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e la sanzione non si può più ridurre con il ravvedimento: è il momento di parlarne con il commercialista partner.
- LIPE omessa o sbagliata: ha una sanzione propria, che si versa con il codice 8911. Importi e casi sono nella guida alle sanzioni della LIPE.
- Fatture e autofatture inviate in ritardo: anche qui la sanzione si riduce con il ravvedimento. I conti sono nella guida all’autofattura estera in ritardo.
Le violazioni di versamento e quelle formali sono diverse e si sommano: un solo errore può costare due sanzioni, una per l’imposta non versata e una per l’adempimento sbagliato.
Come evitare il ravvedimento: scadenze e F24 sotto controllo
Il ravvedimento costa poco se rimedi presto, e rimedi presto solo se te ne accorgi. Il caso tipico è piccolo: una ritenuta d’acconto dimenticata, un ravvedimento da qualche decina di euro, e la scoperta che le scadenze erano seguite a memoria. Con importi più grandi, come un acconto IRES o un saldo IVA, la stessa distrazione costa centinaia di euro.
Tre abitudini aiutano:
- avere in un solo posto tutte le scadenze fiscali dell’anno, con gli importi stimati
- controllare a fine mese che ogni F24 in scadenza sia partito davvero
- chiedere al commercialista l’importo con qualche settimana di anticipo, non il giorno prima
In Computis le scadenze fiscali e gli F24 di ritenute e contributi compaiono nello scadenzario, insieme ai pagamenti a fornitori e dipendenti e alle uscite senza fattura. IVA e imposte sono stimate sui numeri già registrati: l’AI prepara le registrazioni e un contabile di Computis le controlla. Se una scadenza è passata, il commercialista partner calcola il ravvedimento e valuta con te come rimediare.
Se oggi un versamento mancato lo scopri dall’estratto conto, vale la pena chiedere perché. È una delle domande che trovi nella guida su cosa dovrebbe fare un commercialista per una SRL.
Computis è un software di contabilità AI native, con un contabile di Computis che controlla i dati automatizzati dall’AI e il commercialista partner che vede i tuoi stessi numeri, pensato per SRL e PMI.
Le domande più frequenti sul ravvedimento operoso
Fino a quando si può fare il ravvedimento operoso?
Finché l'Agenzia delle Entrate non notifica un atto di liquidazione o di accertamento, o una comunicazione di irregolarità con le somme dovute, per le violazioni che contiene. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 non c'è un limite di anni: oltre il termine della dichiarazione dell'anno la sanzione è ridotta a un settimo, cioè il 3,57% per i versamenti.
Si può fare il ravvedimento dopo un avviso bonario?
No, per le violazioni indicate nella comunicazione. La sanzione però si riduce a un terzo se paghi entro i termini della comunicazione, di regola 60 giorni dal ricevimento: per un versamento omesso dal 1° settembre 2024 è l'8,33% dell'imposta.
Il ravvedimento operoso si può rateizzare?
Non è previsto un piano a rate. Puoi però versare l'imposta in più momenti con il ravvedimento parziale: ogni versamento porta con sé la sua sanzione ridotta e i suoi interessi, calcolati sulla data in cui lo fai.
Cos'è il ravvedimento sprint?
È il ravvedimento fatto entro 14 giorni dalla scadenza. La sanzione è lo 0,083% per ogni giorno di ritardo: su 1.000 euro versati con 10 giorni di ritardo sono 8,33 euro di sanzione, più 44 centesimi di interessi al tasso del 2026.
Il codice tributo 8906 si usa ancora?
No, è soppresso dal 3 luglio 2023. Per le sanzioni sulle ritenute versate in ritardo si usano l'8947, per i redditi di lavoro dipendente e assimilati, e l'8948, per lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.