Un’autofattura estera in ritardo costa da pochi euro a diverse centinaia, e la differenza dipende da una sola cosa: se l’IVA è entrata comunque nella liquidazione del mese. In Computis è uno dei problemi che sentiamo raccontare più spesso dagli amministratori di SRL: a fine trimestre emergono le fatture di Meta, Google o di un software in abbonamento, e alcune sono di due mesi prima. Qui trovi le due sanzioni in vigore nel 2026 per l’integrazione di una fattura estera in ritardo, quanto costa rimediare con il ravvedimento e quale codice tributo usare.
Entro quando va inviata l’autofattura estera
Il termine di invio dell’autofattura elettronica estera è il 15 del mese successivo. Il mese da cui si parte cambia con il fornitore:
- Fornitore con sede nell’Unione Europea: conta il mese in cui ricevi la fattura. Vale il giorno in cui il documento ti arriva davvero, non quello in cui viene registrato.
- Fornitore extra-UE: conta il mese in cui l’operazione si considera effettuata. Per un servizio è l’ultimazione (per gli abbonamenti, la maturazione del corrispettivo) o, se viene prima, il pagamento.
Un esempio. La fattura di una campagna pubblicitaria, emessa da una società irlandese, ti arriva il 10 marzo: l’integrazione va trasmessa entro il 15 aprile, e l’IVA entra nella liquidazione di marzo.
| Codice | Quando si usa | Esempio |
|---|---|---|
| TD17 | Servizi comprati da un fornitore estero | Campagne pubblicitarie, software in abbonamento |
| TD18 | Beni comprati da un fornitore UE | Merce spedita da un fornitore tedesco |
| TD19 | Beni già in Italia, venduti da un fornitore estero | Merce che parte da un deposito italiano |
Le importazioni con bolletta doganale restano fuori da quest’obbligo. Come si compila un’autofattura elettronica, codice per codice, lo trovi nella pagina dedicata.
Sanzioni autofattura estera in ritardo: sono due
Dietro la stessa autofattura ci sono due obblighi diversi. Il primo è comunicare l’operazione all’Agenzia delle Entrate, trasmettendo il documento allo SdI. Il secondo è assolvere l’IVA con il reverse charge: integrare la fattura, registrarla e portare l’imposta in liquidazione. L’Agenzia li considera autonomi, e li sanziona separatamente.
| Cosa è successo | Sanzione | Con ravvedimento entro 90 giorni |
|---|---|---|
| Invio allo SdI in ritardo, entro 15 giorni | 1 € a fattura, massimo 200 € al mese | un nono |
| Invio allo SdI in ritardo, oltre 15 giorni | 2 € a fattura, massimo 400 € al mese | un nono |
| Reverse charge non fatto nei termini, acquisto presente in contabilità | da 500 a 10.000 € | 55,56 € per violazione |
| Reverse charge non fatto, acquisto assente dalla contabilità | 5% dell’imponibile, minimo 1.000 € | un nono |
Invio tardivo allo SdI: 2 euro a fattura
Per ogni fattura trasmessa in ritardo, o non trasmessa, la sanzione è di 2 euro, con un tetto di 400 euro al mese. Se l’invio arriva entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione si dimezza: 1 euro a fattura, con un tetto di 200 euro al mese.
Le sanzioni dei diversi mesi si sommano una per una: per questa violazione la legge esclude lo sconto previsto di solito per chi ripete lo stesso errore.
Se questa è l’unica violazione, il conto è piccolo. Succede quando l’integrazione è stata fatta nei termini, magari su carta, e l’IVA è entrata nella liquidazione del periodo: in ritardo è arrivato soltanto il file allo SdI.
Reverse charge omesso o tardivo: da 500 a 10.000 euro
Il caso più frequente è un altro. La fattura estera è rimasta in una casella di posta, nessuno l’ha integrata e l’IVA non è entrata nella liquidazione IVA del mese. Qui la violazione riguarda il reverse charge, e la sanzione per l’invio tardivo allo SdI si aggiunge a questa.
La sanzione va da 500 a 10.000 euro quando l’acquisto risulta comunque dalla contabilità. Se non risulta nemmeno lì, è pari al 5% dell’imponibile, con un minimo di 1.000 euro. Vale sia per l’autofattura, con un fornitore extra-UE, sia per l’integrazione, con un fornitore UE.
Due precisazioni:
- Come si contano le violazioni. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la violazione si realizza con la liquidazione periodica e, per la sanzione in percentuale, si conta per fornitore e non per singola fattura. Nell’esempio sotto usiamo lo stesso criterio anche per la sanzione fissa: dieci fatture dello stesso fornitore nello stesso mese sono una violazione. Il conteggio va confermato con il commercialista.
- L’IVA. Se la tua società detrae tutta l’IVA sugli acquisti, il reverse charge non genera imposta da versare: resta la sola sanzione fissa. Se la detrazione è parziale, si aggiungono le sanzioni legate alla quota di imposta non detraibile.
Esempio di calcolo delle sanzioni: 20 fatture estere al mese
Una SRL, agenzia di comunicazione, riceve ogni mese 20 fatture da 5 fornitori esteri: piattaforme pubblicitarie e software. Le fatture di marzo, aprile e maggio 2026 andavano trasmesse entro il 15 aprile, il 15 maggio e il 15 giugno. Vengono integrate tutte il 10 luglio, entro 90 giorni dalla prima scadenza. La società detrae tutta l’IVA.
Se il reverse charge era stato fatto nei termini e mancava solo l’invio allo SdI:
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Sanzione per invio tardivo | 20 fatture × 2 € × 3 mesi | 120 € |
| Con il ravvedimento | un nono di 120 € | 13,33 € |
Se era stato omesso anche il reverse charge, si aggiunge la seconda sanzione:
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Violazioni sul reverse charge | 5 fornitori × 3 liquidazioni mensili | 15 |
| Sanzione minima | 15 × 500 € | 7.500 € |
| Con il ravvedimento | un nono di 7.500 € | 833,33 € |
| Totale con il ravvedimento, compreso l’invio tardivo | 833,33 € + 13,33 € | 846,66 € |
La distanza fra i due casi è tutta nella seconda sanzione. E se l’Agenzia contesta la violazione prima del ravvedimento, la sanzione si paga senza queste riduzioni.
Ravvedimento per tardivo invio dell’autofattura estera: come sanare
Il ravvedimento operoso è possibile finché la violazione non è stata contestata. I passaggi sono quattro:
- emetti e trasmetti allo SdI l’autofattura o l’integrazione mancante
- registrala, così l’IVA entra in liquidazione a debito e a credito
- calcola la sanzione ridotta, partendo dal minimo
- versa con F24
La riduzione dipende da quanto tempo è passato:
| Quando rimedi | Riduzione | Su una sanzione di 500 € |
|---|---|---|
| Entro 90 giorni dalla violazione | un nono | 55,56 € |
| Entro il termine della dichiarazione IVA dell’anno | un ottavo | 62,50 € |
| Dopo | un settimo | 71,43 € |
Per una violazione del 2026 il secondo termine è il 30 aprile 2027. La riduzione a un decimo entro 30 giorni qui non si applica: riguarda i versamenti omessi.
Il conteggio delle violazioni e il calcolo sono lavoro del commercialista. In Computis li segue il commercialista partner, che parte dalle registrazioni già controllate da un contabile di Computis.
Codice tributo per le sanzioni dell’autofattura: 8911 o 8904
Sono due codici diversi, uno per sanzione:
- 8911 per la sanzione sull’invio tardivo dei dati. La denominazione ufficiale è «sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie» relative a imposte sui redditi, IRAP e IVA.
- 8904 per la sanzione sul reverse charge. La denominazione ufficiale è «sanzione pecuniaria IVA».
Le denominazioni sono quelle della ricerca codici tributo dell’Agenzia delle Entrate. L’abbinamento è quello usato nella prassi: l’Agenzia non ha pubblicato un’indicazione specifica per questo caso. Prima di versare, conferma il codice con il commercialista.
In entrambi i casi la sanzione va nella sezione Erario dell’F24, si versa in un’unica soluzione e l’anno di riferimento è quello in cui è stata commessa la violazione.
Riforma delle sanzioni 2024: cosa è cambiato per l’autofattura estera
Dal 1° settembre 2024 la sanzione per il reverse charge omesso va da 500 a 10.000 euro. Se l’acquisto non risulta dalla contabilità è pari al 5% dell’imponibile, con un minimo di 1.000 euro. Prima il massimo era 20.000 euro e la percentuale andava dal 5 al 10%.
| Violazione | Dal 1° settembre 2024 | Prima |
|---|---|---|
| Reverse charge omesso, acquisto presente in contabilità | da 500 a 10.000 € | da 500 a 20.000 € |
| Reverse charge omesso, acquisto assente dalla contabilità | 5% dell’imponibile, minimo 1.000 € | dal 5 al 10% dell’imponibile, minimo 1.000 € |
| Invio tardivo allo SdI | 2 € a fattura, massimo 400 € al mese | invariata |
Il cambio arriva dal decreto legislativo 87 del 2024, che ha attuato la riforma fiscale sul capitolo delle sanzioni. L’obiettivo era renderle più proporzionate alla gravità della violazione. Il reverse charge omesso da chi detrae tutta l’IVA non lascia imposta da versare, e per questa violazione il massimo è stato dimezzato.
I nuovi importi valgono per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per quelle precedenti restano i vecchi.
Dal 2027 queste regole passano nel testo unico delle sanzioni tributarie: cambiano i riferimenti di legge.
Autofattura in ritardo per colpa del commercialista: chi paga la sanzione
Verso l’Agenzia delle Entrate risponde la società. La sanzione arriva a te anche quando le autofatture le prepara lo studio.
Nei rapporti con lo studio conta quello che prevede l’incarico: chi raccoglie le fatture estere, entro quale giorno, chi emette l’autofattura. Spesso non è scritto da nessuna parte, e il ritardo nasce lì: lo studio aspetta i documenti, l’azienda aspetta che qualcuno li chieda.
Conviene chiarirlo per iscritto. Se le autofatture arrivano in ritardo ogni trimestre, il problema è il modello di lavoro: ne parliamo nella guida su come cambiare commercialista.
Come evitare le sanzioni sulle autofatture estere
Le fatture estere non passano dallo SdI: arrivano per email o restano nei portali dei fornitori. Per questo si perdono. Quattro abitudini bastano a ridurre il rischio:
- una sola casella email per le fatture dei fornitori esteri, usata come contatto di fatturazione su ogni piattaforma
- uno scarico a settimana dai portali che non inviano la fattura per email
- un responsabile, con un nome e un sostituto
- un controllo al giorno 10, quando c’è ancora tempo per recuperare un documento mancante
In Computis questo lavoro non lo fai tu. Recuperiamo le fatture estere, l’autofattura si genera in automatico con il codice TD compilato dai dati e un contabile di Computis controlla la registrazione prima della liquidazione IVA. Se un documento manca, l’avviso arriva prima del 15. È il lavoro del nostro software per il reverse charge.
Le domande più frequenti sulle autofatture estere in ritardo
Quanto tempo ho per emettere un'autofattura estera?
Fino al 15 del mese successivo. Per un fornitore con sede nell'Unione Europea il mese di partenza è quello in cui ricevi la fattura. Per un fornitore extra-UE è quello in cui l'operazione si considera effettuata.
Qual è la sanzione per un'autofattura estera inviata in ritardo?
Per l'invio tardivo allo SdI la sanzione è di 2 euro a fattura, fino a 400 euro al mese, ridotta alla metà se l'invio arriva entro 15 giorni dalla scadenza. Se in ritardo è anche il reverse charge, cioè l'IVA non è entrata nella liquidazione del periodo, si aggiunge una sanzione da 500 a 10.000 euro.
Qual è il codice tributo per la sanzione dell'autofattura tardiva?
Nella prassi si usa il codice 8911 per la sanzione sull'invio tardivo dei dati e il codice 8904 per la sanzione sul reverse charge. L'Agenzia delle Entrate non ha pubblicato un'indicazione specifica per questo caso: conviene confermare il codice con il commercialista prima di versare.
Si può fare il ravvedimento per un'autofattura estera in ritardo?
Sì, finché la violazione non è stata contestata. Si trasmette l'autofattura, si registra e si versa la sanzione ridotta con F24: un nono del minimo entro 90 giorni, un ottavo entro il termine della dichiarazione IVA dell'anno, un settimo dopo.
Cosa succede se non emetto l'autofattura per una fattura estera?
Restano aperte due violazioni: l'omessa trasmissione dei dati, da 2 euro a fattura, e l'omesso reverse charge, da 500 a 10.000 euro. Se l'acquisto non risulta nemmeno dalla contabilità, la seconda diventa il 5% dell'imponibile, con un minimo di 1.000 euro.