Il compenso dell’amministratore di una SRL, nel 2026, costa alla società il 23,35% in più del lordo deliberato, se chi lo riceve non ha un’altra previdenza. E a chi lo riceve, nell’esempio da 40.000 euro di questa guida, arrivano circa due terzi del lordo prima di detrazioni e addizionali. In Computis lo sentiamo raccontare spesso dagli amministratori di SRL: il compenso costa caro, e non è chiaro se convenga di più prendere gli utili. Qui trovi come si tassa, quanto costa davvero alla società con un esempio in tabella, il confronto con gli utili sugli stessi numeri e cosa decidere prima del 31 dicembre. Sono regole generali: l’importo giusto dipende dai numeri della società e dagli altri redditi del socio, e conviene sempre deciderlo con un commercialista.
Compenso amministratore SRL: cos’è e chi lo decide
Il compenso dell’amministratore di una SRL è la somma che la società paga a chi la amministra per l’incarico. Non è obbligatorio: lo fissano l’atto costitutivo o una decisione dei soci, presa prima del pagamento. Per il fisco è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, e la società fa da sostituto d’imposta.
Di norma decide l’assemblea dei soci, quando nomina l’amministratore o con una delibera successiva. A volte l’importo è già scritto nello statuto. Nella SRL con un socio unico che è anche amministratore unico la regola non cambia: serve una decisione del socio, messa per iscritto nei libri sociali.
L’incarico si presume retribuito, ma può essere gratuito. In quel caso la gratuità va scritta nello statuto o nella decisione di nomina, con l’accettazione dell’amministratore.
Compenso amministratore SRL senza delibera assembleare
Se la società paga un compenso che nessuna decisione dei soci ha previsto, il rischio è doppio. Sul piano civile il compenso può risultare non dovuto. Sul piano fiscale l’Agenzia delle Entrate può contestarne la deduzione, e secondo la giurisprudenza l’approvazione del bilancio di solito non basta a rimediare. Lo stesso vale per la parte pagata oltre l’importo deliberato.
La delibera, o la decisione del socio unico, dice almeno tre cose:
- l’importo annuo lordo, o il criterio per calcolarlo
- come e quando si paga, per esempio in dodici rate mensili
- l’eventuale trattamento di fine mandato, con l’importo o il criterio di calcolo
Il verbale si fa preparare a un professionista: ogni statuto ha regole sue su chi decide e come.
Tassazione del compenso amministratore SRL nel 2026
Il compenso dell’amministratore è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. La società fa da sostituto d’imposta: a ogni pagamento trattiene l’IRPEF e la versa con l’F24 entro il 16 del mese dopo. Entro il 16 marzo dell’anno successivo consegna all’amministratore la Certificazione Unica.
Le aliquote IRPEF 2026 sono tre, come riporta la scheda dell’Agenzia delle Entrate sulle aliquote IRPEF:
| Reddito imponibile | Aliquota IRPEF 2026 |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Da 28.000 a 50.000 euro | 33% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Dal 2026 lo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro paga il 33%. Fino al 2025 pagava il 35%: l’ha abbassato la legge di bilancio 2026, che neutralizza il vantaggio per chi ha un reddito complessivo oltre 200.000 euro. All’IRPEF si aggiungono le addizionali regionale e comunale, che cambiano da una regione e da un comune all’altro.
L’IRPEF non si calcola sul lordo. Dalla base si toglie la quota di contributi che paga l’amministratore, un terzo del totale, come vedi più sotto. Spettano poi le detrazioni per lavoro dipendente e assimilati, che dipendono dal reddito complessivo e abbassano l’imposta.
Busta paga o fattura: il compenso amministratore SRL senza busta paga
Il compenso si paga con un cedolino, che somiglia a una busta paga ma non lo è: l’amministratore non è un dipendente, e riceve quello che prevede la delibera. Il cedolino riporta il lordo, i contributi trattenuti, l’IRPEF e il netto.
La fattura è l’eccezione. Vale quando l’amministratore è un professionista con partita IVA e l’incarico rientra nella sua attività, per esempio un commercialista che amministra una società. In quel caso il compenso è reddito di lavoro autonomo e segue le regole fiscali e previdenziali del professionista. Un socio che amministra la propria SRL, di norma, riceve il compenso con il cedolino.
Contributi INPS sul compenso dell’amministratore: Gestione separata 2026
Sul compenso si pagano i contributi alla Gestione separata dell’INPS. Le aliquote 2026 sono quelle della circolare INPS sulla Gestione separata per il 2026:
| Situazione dell’amministratore | Aliquota 2026 | A carico della SRL (2/3) | A carico dell’amministratore (1/3) |
|---|---|---|---|
| Senza altra previdenza obbligatoria e non pensionato | 35,03% | 23,35% | 11,68% |
| Già pensionato o iscritto a un’altra previdenza obbligatoria | 24% | 16% | 8% |
Il 35,03% somma quattro voci: il 33% per la pensione, lo 0,72% per malattia, maternità e assegni familiari e l’1,31% per la DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione dei collaboratori, che dal 2022 si paga anche sui compensi degli amministratori. Il 24% vale per chi ha già una pensione o un’altra copertura obbligatoria: per esempio il socio che lavora anche nell’azienda ed è iscritto alla gestione commercianti.
Versa tutto la società, anche la parte dell’amministratore, che trattiene dal compenso. Il termine è il 16 del mese dopo il pagamento, con l’F24.
I contributi si calcolano fino a un compenso di 122.295 euro, il massimale del 2026: sulla parte che lo supera non sono dovuti. E senza compenso non ci sono contributi, perché la Gestione separata si calcola su quello che la società paga: un amministratore che lavora gratis non versa nulla per l’incarico.
Deducibilità del compenso amministratore per la SRL
Per la SRL il compenso è un costo deducibile ai fini IRES, l’imposta sul reddito della società, con l’aliquota ordinaria del 24%. Sono deducibili anche i contributi a carico della società. Servono una decisione dei soci che preveda il compenso, il pagamento effettivo e un importo coerente con l’attività: su compensi molto alti rispetto ai numeri della società l’Agenzia delle Entrate può contestare la deduzione.
Ai fini IRAP, invece, il compenso pagato con il cedolino non si deduce: resta nella base imponibile dell’imposta regionale, e di norma con lui i contributi collegati.
Il compenso si deduce nell’anno in cui lo paghi, non in quello a cui si riferisce. Un compenso deliberato per il 2026 e pagato a marzo 2027 riduce l’IRES del 2027.
Compenso 2026 pagato entro il 12 gennaio 2027: la cassa allargata
C’è una tolleranza di dodici giorni. Il compenso del 2026 pagato entro martedì 12 gennaio 2027 si considera percepito nel 2026 dall’amministratore e, secondo l’Agenzia delle Entrate, si deduce nel 2026 anche per la società. Dal 13 gennaio slitta tutto al 2027.
| Pagato entro il 12 gennaio 2027 | Pagato dal 13 gennaio 2027 | |
|---|---|---|
| Deduzione IRES per la SRL | 2026 | 2027 |
| Reddito dell’amministratore | 2026 | 2027 |
| Aliquote della Gestione separata | quelle del 2026 | quelle del 2027 |
| F24 di ritenute e contributi | entro martedì 16 febbraio 2027 | entro il 16 del mese dopo il pagamento |
Le ritenute e i contributi su un compenso pagato a gennaio seguono la regola di sempre: F24 entro il 16 del mese dopo, quindi a metà febbraio. La tolleranza vale per l’amministratore pagato con il cedolino. Se fattura con partita IVA, il compenso conta nell’anno in cui lo incassa: per dedurlo nel 2026, di norma, va pagato entro il 31 dicembre.
Quanto costa alla SRL il compenso dell’amministratore
Il costo per la società non è il lordo deliberato. Al lordo si aggiungono i due terzi dei contributi. All’amministratore arriva il lordo meno il suo terzo di contributi, l’IRPEF e le addizionali.
Con la Gestione separata al 35,03%, per ogni 100 euro di compenso lordo la SRL spende 123,35 euro.
Esempio di calcolo del compenso amministratore SRL: 40.000 euro lordi nel 2026
Riprendiamo la SRL di componentistica meccanica delle guide sull’IVA. Il socio amministratore unico non ha altra previdenza obbligatoria, e i soci hanno deliberato un compenso di 40.000 euro lordi per il 2026, pagato in dodici rate mensili.
| Voce | Anno | Al mese |
|---|---|---|
| Compenso lordo deliberato | 40.000,00 € | 3.333,33 € |
| Contributi a carico della SRL (2/3 del 35,03%) | 9.341,33 € | 778,44 € |
| Costo per la SRL | 49.341,33 € | 4.111,78 € |
| Contributi a carico dell’amministratore (1/3 del 35,03%) | 4.670,67 € | 389,22 € |
| Imponibile IRPEF | 35.329,33 € | 2.944,11 € |
| IRPEF lorda (23% fino a 28.000 €, 33% sul resto) | 8.858,68 € | 738,22 € |
| Netto prima di detrazioni e addizionali | 26.470,65 € | 2.205,89 € |
Per 100 euro di compenso la SRL ne spende 123,35 e all’amministratore ne arrivano circa 66, prima di detrazioni e addizionali. Il costo è deducibile ai fini IRES: al 24% vale 11.841,92 euro di imposta in meno, e il costo netto per la società scende a 37.499,41 euro. Le detrazioni alzano il netto, le addizionali lo abbassano: dipendono dagli altri redditi e dal comune di residenza. Gli importi mensili sono arrotondati al centesimo.
Compenso amministratore o utili: cosa cambia per la SRL e per il socio
Il socio amministratore può portare a casa i soldi della società in due modi principali: il compenso o gli utili.
- Gli utili pagano prima l’IRES al 24% nella società, poi la ritenuta del 26% quando arrivano al socio come dividendi. Non pagano contributi e non maturano pensione. Si distribuiscono dopo l’approvazione del bilancio, con una decisione dei soci.
- Il compenso abbassa l’utile su cui si paga l’IRES, ma costa contributi e paga l’IRPEF progressiva. I contributi finiscono nella posizione previdenziale dell’amministratore.
Compenso o dividendi: 10.000 euro di utile a confronto
Prendiamo 10.000 euro di utile prima delle imposte e vediamo quanto arriva al socio. Nel caso del compenso, i 10.000 euro coprono il lordo più i due terzi di contributi a carico della SRL. L’aliquota IRPEF dipende dallo scaglione in cui cade questo compenso in più, cioè dagli altri redditi del socio.
| Dividendi | Compenso, IRPEF 23% | Compenso, IRPEF 33% | Compenso, IRPEF 43% | |
|---|---|---|---|---|
| IRES pagata dalla SRL (24%) | 2.400,00 € | 0 | 0 | 0 |
| Compenso lordo | - | 8.106,79 € | 8.106,79 € | 8.106,79 € |
| Contributi a carico della SRL | - | 1.893,21 € | 1.893,21 € | 1.893,21 € |
| Contributi a carico dell’amministratore | - | 946,60 € | 946,60 € | 946,60 € |
| Ritenuta del 26% o IRPEF | 1.976,00 € | 1.646,84 € | 2.362,86 € | 3.078,88 € |
| Netto al socio | 5.624,00 € | 5.513,35 € | 4.797,33 € | 4.081,31 € |
| Contributi versati per la pensione (33% del lordo) | 0 | 2.675,24 € | 2.675,24 € | 2.675,24 € |
Con la Gestione separata al 24%, per chi è già pensionato o iscritto a un’altra previdenza, il compenso lordo sale a 8.620,69 euro, i contributi scendono a 2.068,97 e il netto diventa 6.106,90, 5.313,79 o 4.520,69 euro alle tre aliquote. Addizionali escluse.
L’IRAP non cambia il confronto: il compenso non la riduce, quindi la società la paga uguale nei due casi. Al 23% il compenso lascia al socio quasi quanto i dividendi, e in più 2.675,24 euro vanno nella sua posizione previdenziale. Al 33% e al 43% i dividendi lasciano più netto oggi. Il conto cambia con gli altri redditi del socio, con le detrazioni e con la cassa che serve alla società.
Nella pratica molte SRL deliberano un compenso che resta negli scaglioni più bassi e lasciano il resto agli utili. Il mix si sceglie con il commercialista partner, sui numeri dell’anno. È una delle scelte fiscali che trovi nella guida su cosa fa un commercialista per una SRL, fra quelle da impostare con il professionista durante l’anno.
TFM amministratori: il trattamento di fine mandato
Il trattamento di fine mandato degli amministratori, il TFM, è una somma che la SRL accantona ogni anno e paga all’amministratore quando l’incarico finisce, come un TFR. Non è obbligatorio e il codice civile non lo regola: lo prevedono lo statuto o una delibera dei soci, che ne fissano l’importo con criteri ragionevoli rispetto ai numeri della società.
La condizione che conta è la data. Il diritto al TFM deve risultare da un atto con data certa anteriore all’inizio del mandato: la data certa si ottiene, per esempio, con la registrazione dell’atto, con un atto notarile o con l’invio via PEC.
- Con la data certa: la società deduce l’accantonamento anno per anno, per competenza, e l’amministratore paga l’IRPEF con la tassazione separata quando riceve il TFM.
- Senza data certa: la società deduce il TFM solo nell’anno in cui lo paga, e per l’amministratore è tassato come il compenso, con l’IRPEF ordinaria.
Per un mandato già in corso la data certa non può più precedere l’inizio, quindi di norma il TFM si prevede per il mandato successivo. La legge non fissa una percentuale da accantonare: l’importo lo decide la delibera e si valuta con il commercialista partner. Molte società accantonano il TFM con una polizza assicurativa, per avere la somma pronta a fine mandato.
Rimborsi spese e compenso esentasse dell’amministratore
Rimborso chilometrico e rimborsi spese dell’amministratore SRL
Quando l’amministratore usa la propria auto per una trasferta di lavoro, la società può rimborsarlo a chilometri con le tabelle ACI. Il rimborso non è reddito, quindi niente IRPEF e niente contributi, se è documentato: data, percorso, motivo, chilometri, modello dell’auto e costo al chilometro secondo l’ACI. Dal 2025 vale anche per le trasferte nel comune della sede; prima il rimborso chilometrico era esente solo fuori dal comune. L’ha chiarito l’Agenzia delle Entrate a dicembre 2025, dopo la riforma dell’IRPEF.
Le altre spese di trasferta in Italia, come vitto, alloggio e taxi, si rimborsano a piè di lista e restano fuori dal reddito se sono state pagate con mezzi tracciabili, come carta o bonifico. Un’indennità forfettaria, cioè una cifra fissa al giorno senza giustificativi, è esente solo fino a 46,48 euro al giorno per le trasferte in Italia fuori dal comune: oltre diventa reddito.
I rimborsi documentati spettano anche all’amministratore senza compenso: sono la restituzione di una spesa, non un pagamento per l’incarico.
Compenso esentasse: welfare, fringe benefit e buoni pasto
Un compenso esentasse non esiste: quello che la società paga all’amministratore per l’incarico è reddito. La legge esclude dal reddito, entro certi limiti, alcuni beni e servizi: welfare aziendale, fringe benefit, buoni pasto, l’auto aziendale in uso promiscuo tassata solo in parte.
Molte di queste esenzioni però sono scritte per i dipendenti: il welfare, per esempio, deve essere offerto a tutti i dipendenti o a categorie di dipendenti. In una SRL senza dipendenti, per il solo amministratore lo spazio è stretto, e ogni voce va controllata con il commercialista partner prima di usarla.
Compenso amministratore: cosa decidere prima del 31 dicembre
Le scelte sul compenso si fanno a fine anno, quando c’è ancora tempo per spostare un pagamento. La lista da guardare a novembre:
- quanto compenso è già stato pagato nel 2026, e se serve un conguaglio entro il 12 gennaio 2027
- la decisione dei soci sul compenso del 2027, prima di pagare la prima rata
- un eventuale TFM per il prossimo mandato, con data certa prima che inizi
- la stima dell’utile 2026, che serve a scegliere fra compenso e utili e a capire quanto peseranno l’IRES e gli acconti, come il secondo acconto IRES di novembre
- le uscite di gennaio e febbraio, cioè compenso, ritenute e contributi, messe in fila nello scadenzario
- i rimborsi chilometrici dell’anno, con la documentazione in ordine
Queste scelte si fanno bene solo con i conti dell’anno in pari. In Computis l’AI registra fatture e movimenti bancari man mano che arrivano, e un contabile di Computis controlla le registrazioni. Nel conto economico vedi ricavi e costi per voce, aggiornati all’ultimo dato. Il commercialista partner parte da quegli stessi numeri per proporti il compenso, il TFM o la distribuzione degli utili, quando c’è ancora tempo per decidere.
Le domande più frequenti sul compenso dell'amministratore di SRL
Si può essere amministratori di una SRL senza compenso?
Sì. L'incarico si presume retribuito, ma può essere gratuito se lo prevedono lo statuto o la decisione di nomina, accettata dall'amministratore. Senza compenso non ci sono contributi alla Gestione separata per l'incarico. La società può comunque rimborsare le spese documentate, per esempio i chilometri delle trasferte calcolati con le tabelle ACI.
L'amministratore di una SRL può fatturare il compenso alla società?
Solo se è un professionista con partita IVA e l'incarico rientra nella sua attività, come un commercialista che amministra una società. In quel caso il compenso è reddito di lavoro autonomo. Il socio che amministra la propria SRL riceve invece il compenso con il cedolino, come reddito assimilato al lavoro dipendente.
Qual è l'aliquota INPS dell'amministratore di una SRL nel 2026?
Il 35,03% del compenso se l'amministratore non ha un'altra previdenza obbligatoria e non è pensionato, il 24% se è già pensionato o iscritto a un'altra gestione. Due terzi dei contributi li paga la società, un terzo l'amministratore. Si calcolano fino a 122.295 euro di compenso, il massimale del 2026.
Entro quando va pagato il compenso per dedurlo nell'anno?
Entro il 12 gennaio dell'anno dopo, se l'amministratore riceve il compenso con il cedolino: per il 2026 la data è martedì 12 gennaio 2027. Pagato più tardi, si deduce nell'anno del pagamento. Per l'amministratore che fattura con partita IVA conta, di norma, il pagamento entro il 31 dicembre.
Come si paga meno sul compenso dell'amministratore?
Con le leve previste dalla legge: il mix fra compenso e utili, un TFM previsto con data certa prima dell'inizio del mandato, i rimborsi spese documentati al posto di somme forfettarie. Nessuna vale per tutti: il risultato dipende dagli altri redditi del socio, dall'utile della società e dalla cassa che le serve, e la scelta si fa con il commercialista sui numeri dell'anno.