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Acconto IVA 2026: scadenza, calcolo e codice tributo

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L’acconto IVA 2026 si versa entro lunedì 28 dicembre, ed è l’ultimo F24 dell’anno. Arriva nel mese delle tredicesime, dei saldi ai fornitori e dell’IVA di novembre, e spesso l’importo si conosce pochi giorni prima. In Computis lo sentiamo raccontare spesso dagli amministratori di SRL: l’IVA si scopre quando è da pagare. Eppure l’acconto è una delle uscite più prevedibili dell’anno. Qui trovi quando scade, come si calcola con i tre metodi, quale codice tributo usare e quando lo recuperi. Se ti serve prima un ripasso del meccanismo di base, parti dalla guida alla liquidazione IVA.

Cos’è l’acconto IVA e chi deve versarlo

L’acconto IVA è un anticipo sull’IVA dell’ultimo periodo dell’anno: dicembre per chi liquida l’imposta ogni mese, il quarto trimestre per chi la liquida ogni tre mesi. Si versa una volta l’anno, a fine dicembre, e si scala poi dall’IVA dovuta per quello stesso periodo.

Lo versano i contribuenti IVA tenuti alle liquidazioni periodiche, mensili o trimestrali. Una SRL operativa, di norma, rientra.

L’acconto non è dovuto in questi casi:

  • la società ha iniziato l’attività nel 2026
  • l’ultimo mese o trimestre del 2025 si è chiuso a credito
  • prevedi di chiudere a credito l’ultimo mese o trimestre del 2026
  • nel 2026 la società ha fatto solo operazioni non imponibili, esenti o non soggette a IVA
  • l’attività è cessata entro il 30 novembre, per i mensili, o entro il 30 settembre, per i trimestrali
  • l’importo calcolato non supera 103,29 euro

Esistono poi esoneri legati a regimi speciali, come agricoltura, spettacoli e associazioni, che qui non trattiamo.

Scadenza acconto IVA 2026: quando si paga

L’acconto IVA 2026 si paga entro lunedì 28 dicembre 2026.

Il termine fissato dalla legge è il 27 dicembre di ogni anno. Nel 2026 il 27 è una domenica, e i versamenti con F24 che scadono di sabato o in un giorno festivo si considerano tempestivi se fatti il primo giorno lavorativo successivo. È successo anche l’anno scorso: nel 2025 il 27 era sabato e la scadenza è stata lunedì 29 dicembre.

La data viene da questa regola. Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate esce un mese alla volta e quello di dicembre 2026 non è ancora disponibile: quando sarà pubblicato aggiorneremo questa pagina con la conferma.

Molte guide riportano ancora «27 dicembre» senza guardare il calendario. Per l’acconto IVA di dicembre 2026 la data da segnare è il 28.

Come si calcola l’acconto IVA: i tre metodi

I metodi di calcolo sono tre, descritti nella scheda dell’Agenzia delle Entrate sull’acconto IVA. Danno quasi sempre tre importi diversi.

MetodoBase di calcoloPercentualeQuando convieneRischio
StoricoIVA dovuta per l’ultimo mese o trimestre del 202588%Fatturato stabile o in crescitaNessuno: la base è un dato già chiuso
PrevisionaleIVA che prevedi di dovere per l’ultimo mese o trimestre del 202688%Fatturato in calo, o acquisti importanti a fine annoSanzione se la stima risulta troppo bassa
AnaliticoIVA delle operazioni fino al 20 dicembre 2026100%Inizio dicembre debole, o molti acquisti nei primi venti giorniNessuno sul calcolo, ma serve la contabilità aggiornata al 20

Acconto IVA con metodo storico

È il più usato. Si prende l’IVA dovuta per l’ultimo periodo dell’anno precedente e se ne versa l’88%. La base va considerata al lordo dell’acconto versato allora: per una SRL mensile è l’intera IVA di dicembre 2025, cioè l’acconto pagato a dicembre più il saldo pagato a gennaio. Il calcolo parte da un numero già chiuso, quindi non lascia margini di errore.

Acconto IVA con metodo previsionale

Si versa l’88% dell’IVA che prevedi di dovere per l’ultimo mese o trimestre del 2026. Conviene quando l’anno si chiude più debole del precedente, o quando a dicembre arrivano acquisti che abbassano l’imposta. È una stima, e la stima può essere sbagliata: se l’IVA effettiva risulta più alta, sulla differenza non versata si applica la sanzione per insufficiente versamento.

Acconto IVA con metodo analitico

Si versa il 100% dell’IVA che risulta da una liquidazione straordinaria chiusa al 20 dicembre. Entrano le operazioni registrate dal 1° dicembre, per i mensili, o dal 1° ottobre, per i trimestrali, fino al 20 dicembre. Si aggiungono le operazioni effettuate dal 1° novembre al 20 dicembre e non ancora fatturate o registrate. Dall’altra parte si sottrae l’IVA sugli acquisti registrati nello stesso periodo.

È il metodo più preciso e anche il più esigente: funziona solo se il 20 dicembre le registrazioni sono in pari. In molte aziende a quella data i documenti di dicembre non sono ancora arrivati allo studio, e l’analitico resta sulla carta. Computis si collega al cassetto fiscale: le fatture entrano da sole, il software di contabilità le registra in automatico e un contabile di Computis le controlla. Così il dato al 20 dicembre c’è.

Il metodo si sceglie ogni anno in base alla convenienza, e si può usare quello che dà l’importo più basso. La scelta spetta al commercialista, che la fa sui numeri aggiornati.

Esempio di calcolo dell’acconto IVA: SRL mensile e trimestrale

Riprendiamo la SRL di componentistica meccanica della guida alla liquidazione IVA, in due versioni.

Acconto IVA mensile: esempio per una SRL

Per dicembre 2025 l’IVA dovuta era di 12.000 euro: 9.500 versati come acconto a dicembre 2025 e 2.500 a saldo a gennaio 2026. Per dicembre 2026 la società prevede 8.000 euro di IVA, e la liquidazione chiusa al 20 dicembre ne dà 6.500.

MetodoCalcoloAcconto 2026
Storico88% di 12.000 €10.560 €
Previsionale88% di 8.000 €7.040 €
Analitico100% di 6.500 €6.500 €

Fra il primo e il terzo metodo ci sono 4.060 euro che restano sul conto a dicembre. L’IVA dell’anno è la stessa: cambia il giorno in cui la versi.

Acconto IVA trimestrale: esempio per una SRL

Per chi è trimestrale per opzione la base dello storico è l’IVA che risulta dalla dichiarazione annuale: il saldo più l’acconto versato a dicembre, senza la maggiorazione dell’1%.

VoceImporto
Acconto versato a dicembre 20255.700 €
Saldo della dichiarazione IVA 20253.300 €
Base di calcolo9.000 €
Acconto 2026 con metodo storico (88%)7.920 €

Se nel 2026 la società ha cambiato periodicità, la base si adatta. Da mensile a trimestrale si sommano le liquidazioni degli ultimi tre mesi del 2025. Da trimestrale a mensile si prende un terzo dell’IVA della dichiarazione annuale.

Acconto IVA: codice tributo e F24

I codici tributo sono due:

  • 6013 per i contribuenti mensili
  • 6035 per i contribuenti trimestrali

L’anno di riferimento è il 2026. Per la SRL mensile dell’esempio, con il metodo storico, la riga della sezione Erario è questa:

Codice tributoRateazioneAnno di riferimentoImporto a debito
6013da lasciare vuoto202610.560,00

Tre cose da sapere sul versamento:

  • l’F24 si presenta solo in via telematica
  • l’importo si può compensare con crediti d’imposta o contributivi disponibili
  • l’acconto si versa in un’unica soluzione: non è prevista la rateizzazione

Nella comunicazione delle liquidazioni periodiche (LIPE) l’acconto va nel rigo VP13, «Acconto dovuto», insieme al codice del metodo usato: 1 per lo storico, 2 per il previsionale, 3 per l’analitico.

Quando si recupera l’acconto IVA

L’acconto si recupera nel primo conteggio utile dopo dicembre.

  • Mensili: si scala dall’IVA di dicembre, che si versa a gennaio.
  • Trimestrali per opzione: si scala nella dichiarazione IVA annuale.
  • Trimestrali speciali, come autotrasportatori e distributori di carburante: si scala dalla liquidazione del quarto trimestre.

Torniamo alla SRL mensile. Se a consuntivo l’IVA di dicembre 2026 è di 11.200 euro e l’acconto versato è di 10.560, a gennaio restano da pagare 640 euro. Se l’acconto supera l’IVA del periodo, la differenza resta a credito.

L’acconto è la stessa IVA, pagata qualche settimana prima. Sulle imposte dell’anno non cambia niente. Cambia la liquidità di dicembre, ed è per questo che la scelta del metodo conta.

Acconto IVA non versato: sanzioni e ravvedimento

Chi non versa l’acconto, o lo versa in ritardo o in misura insufficiente, paga una sanzione del 25% dell’importo non versato, più gli interessi. Se il ritardo è breve la sanzione scende, e con il ravvedimento operoso scende ancora.

RitardoSanzioneCon il ravvedimento
Fino a 15 giorni0,83% per ogni giorno0,083% per ogni giorno: 0,42% dopo 5 giorni
Da 16 a 30 giorni12,5%1,25%
Da 31 a 90 giorni12,5%1,39%
Oltre 90 giorni25%a partire dal 3,13%

Agli importi si aggiungono gli interessi al tasso legale, che nel 2026 è l’1,60% annuo, calcolati per ogni giorno di ritardo.

Nell’F24 del ravvedimento l’imposta resta sul codice 6013 o 6035. La sanzione va sul codice 8904, gli interessi sul codice 1991. Il meccanismo è lo stesso dei versamenti periodici, descritto nella guida alla liquidazione IVA.

Come stimare l’acconto IVA prima di dicembre

A novembre i dati per decidere ci sono già quasi tutti. L’importo con il metodo storico è noto da mesi. Quello previsionale si stima guardando ordini, fatture da emettere e acquisti in arrivo. Quello analitico si calcola solo al 20 dicembre, ma con le registrazioni in pari si può simulare già nei giorni prima.

Tre cose da fare entro fine novembre:

  1. chiedere al commercialista l’importo con il metodo storico e una stima con gli altri due
  2. mettere l’uscita in calendario insieme alle altre di fine anno: secondo acconto delle imposte, IVA di novembre, tredicesime
  3. decidere il metodo quando c’è ancora margine per spostare un pagamento o un incasso

In Computis la posizione IVA si aggiorna sui documenti già registrati, e le scadenze fiscali compaiono nello scadenzario insieme ai pagamenti a fornitori e dipendenti. Il commercialista partner sceglie il metodo dell’acconto su quei numeri, e tu l’importo lo vedi prima di ricevere l’F24.

Se oggi l’importo ti arriva a ridosso di Natale, vale la pena chiedere perché. È una delle domande che trovi nella guida su cosa dovrebbe fare un commercialista per una SRL.

Le domande più frequenti sull'acconto IVA

Quando si versa l'acconto IVA 2026?

Entro lunedì 28 dicembre 2026. Il termine di legge è il 27 dicembre, che nel 2026 cade di domenica: il versamento slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Come si calcola l'acconto IVA?

Con uno di tre metodi. Lo storico è l'88% dell'IVA dovuta per l'ultimo mese o trimestre dell'anno precedente. Il previsionale è l'88% dell'IVA che si prevede di dovere per l'ultimo mese o trimestre dell'anno in corso. L'analitico è il 100% dell'IVA che risulta da una liquidazione chiusa al 20 dicembre. Si può scegliere ogni anno il più conveniente.

Qual è l'importo minimo dell'acconto IVA?

103,29 euro. Se l'acconto calcolato non supera questa cifra, il versamento non è dovuto.

L'acconto IVA si paga anche nel primo anno di attività?

No. Una società che ha iniziato l'attività nel corso dell'anno non ha un dato storico su cui calcolarlo e non deve versare l'acconto. Il primo sarà quello di dicembre dell'anno successivo.

L'acconto IVA si può compensare o rateizzare?

Si può compensare nell'F24 con crediti d'imposta o contributivi disponibili. Non si può pagare a rate: va versato in un'unica soluzione entro la scadenza.

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