TD17, TD18 e TD19 sono i tre codici con cui una società italiana trasmette allo SdI l’autofattura, o l’integrazione, di una fattura ricevuta da un fornitore estero. Il momento tipico è la fine del mese: ci sono la fattura di una piattaforma pubblicitaria irlandese, quella di un software americano in dollari, quella di un fornitore tedesco di acciaio. Tutte senza IVA. In Computis lo sentiamo spesso dagli amministratori di SRL: le fatture estere sono decine al mese e il primo dubbio è quale codice usare. Qui trovi le due domande per scegliere, una tabella fornitore per fornitore, due esempi in euro e gli errori più comuni.
TD17, TD18 e TD19: cosa sono e quale codice usare
TD17, TD18 e TD19 sono tipi documento della fattura elettronica. Servono a due cose insieme: applicare l’IVA italiana a un acquisto che il fornitore estero fattura senza imposta, con il reverse charge, e comunicare l’acquisto all’Agenzia delle Entrate. Il documento passa dallo SdI ma arriva solo a chi lo emette, non al fornitore.
Sono obbligatori per gli acquisti effettuati dal 1° luglio 2022. Prima gli stessi dati si potevano comunicare con il vecchio esterometro, una trasmissione separata dalla fattura.
Con un fornitore UE si parla di integrazione, perché completi con l’IVA la fattura che hai ricevuto. Con un fornitore extra-UE si parla di autofattura, perché il documento lo emetti tu. Il codice non cambia, e da qui in avanti usiamo le due parole come sinonimi.
Per scegliere il codice bastano due domande:
- Compri un servizio? È TD17, che il fornitore sia nell’Unione Europea o fuori.
- Compri un bene? Se parte da un altro Paese UE ed entra in Italia, è TD18. Se è già in Italia quando lo compri, è TD19. Se arriva da un Paese extra-UE e passa dalla dogana, l’autofattura non serve: l’IVA si paga in dogana.
| Codice | Cosa compri | Fornitore | Data da indicare nel documento |
|---|---|---|---|
| TD17 | Servizi | UE o extra-UE, anche San Marino e Vaticano | Ricezione della fattura (UE); effettuazione dell’operazione (extra-UE, San Marino, Vaticano) |
| TD18 | Beni spediti da un altro Paese UE | UE | Ricezione della fattura |
| TD19 | Beni già in Italia | UE o extra-UE, anche San Marino e Vaticano | Ricezione della fattura (UE, San Marino); effettuazione dell’operazione (extra-UE, Vaticano) |
Al posto del giorno di ricezione si può indicare anche un’altra data dello stesso mese.
TD17 quando si usa: servizi acquistati dall’estero
Il nome ufficiale del codice è «integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero». Si usa quando una società italiana compra un servizio da un fornitore estero che non ha una stabile organizzazione in Italia.
- Con un fornitore UE integri la fattura che hai ricevuto, aggiungendo l’IVA italiana.
- Con un fornitore extra-UE, compresi San Marino e Vaticano, emetti un’autofattura.
In tutti e due i casi il codice è TD17. Per una SRL i servizi più frequenti sono questi:
- campagne pubblicitarie online, sui social o sui motori di ricerca
- software in abbonamento
- servizi cloud, hosting e API
- consulenze di professionisti e società estere
- commissioni di piattaforme e marketplace con sede all’estero
Il TD17 non si usa quando il servizio lo rende una stabile organizzazione in Italia del fornitore estero: la fattura arriva con l’IVA italiana e non c’è niente da integrare.
TD18 quando si usa: beni acquistati da un fornitore UE
Il nome ufficiale è «integrazione per acquisto di beni intracomunitari». Si usa quando un fornitore di un altro Paese UE vende merce a una società italiana e la spedisce in Italia: materie prime, componenti, macchinari. Il fornitore fattura senza IVA e tu integri la fattura con l’imposta italiana. Nel documento va la data in cui hai ricevuto la fattura.
Il TD18 si usa anche quando la merce comprata da un fornitore UE entra in un deposito IVA.
Attenzione al software: un abbonamento comprato da un fornitore UE è un servizio, non un bene. Il codice è TD17.
TD19 quando si usa: beni di un fornitore estero già in Italia
Il TD19 serve per l’integrazione o l’autofattura dei beni che un fornitore estero, senza stabile organizzazione in Italia, ti vende quando sono già nel territorio italiano. Non è un’importazione e non è un acquisto intracomunitario: la merce non attraversa nessuna frontiera.
Succede, per esempio, quando un venditore estero spedisce da un magazzino logistico in Italia, come capita spesso sui marketplace, o quando compri da un fornitore UE o extra-UE merce che ha già in deposito qui. Con un fornitore UE integri la fattura, con uno extra-UE emetti l’autofattura.
Tre casi particolari:
- San Marino: per i beni comprati da un fornitore sammarinese che fattura in formato elettronico, il TD19 è obbligatorio.
- Vaticano: per i beni comprati nella Città del Vaticano l’autofattura si può trasmettere con il TD19.
- Depositi IVA: il TD19 si usa anche per i beni di un fornitore estero che si trovano in un deposito IVA in Italia, o che ci entrano.
Differenza tra TD18 e TD19
Conta dove sono i beni quando li compri, non dove ha sede il fornitore. Se viaggiano da un altro Paese UE verso l’Italia è TD18. Se sono già in Italia è TD19, anche quando il fornitore è tedesco o francese.
Le importazioni da un Paese extra-UE con la bolletta doganale non sono né l’uno né l’altro: l’IVA si paga in dogana e l’autofattura non serve.
Quale codice per ogni fornitore estero: la tabella per una SRL
Prendiamo la SRL di componentistica meccanica degli articoli sull’IVA e mettiamo in fila i fornitori esteri di un mese normale.
| Fornitore e acquisto | Codice | Perché |
|---|---|---|
| Campagne pubblicitarie da una piattaforma con sede in Irlanda | TD17 | Servizio, fornitore UE: integrazione |
| Software CAD in abbonamento da una società statunitense | TD17 | Servizio, fornitore extra-UE: autofattura |
| Server cloud e API da un fornitore statunitense | TD17 | Servizio, fornitore extra-UE: autofattura |
| Consulenza di un ingegnere tedesco con partita IVA tedesca | TD17 | Servizio, fornitore UE: integrazione |
| Commissioni di un marketplace con sede in Lussemburgo | TD17 | Servizio, fornitore UE: integrazione |
| Acciaio da un fornitore tedesco, spedito dalla Germania | TD18 | Bene che arriva da un altro Paese UE |
| Componenti di un venditore cinese, spediti da un magazzino in Italia | TD19 | Bene già in Italia, fornitore extra-UE: autofattura |
| Componenti importati dalla Cina, sdoganati in Italia | Nessuno | Importazione: l’IVA si paga in dogana con la bolletta doganale |
| Fornitore estero con stabile organizzazione in Italia, fattura con IVA italiana | Nessuno | L’IVA è già in fattura |
Quando un caso non rientra in nessuna riga, come beni e servizi nella stessa fattura, triangolazioni o depositi IVA, il codice va scelto caso per caso. Con Computis lo valuta il commercialista partner.
Entro quando si invia l’autofattura TD17, TD18 o TD19
Il documento va trasmesso allo SdI entro il 15 del mese successivo:
- a quello in cui ricevi la fattura, se il fornitore è nell’Unione Europea
- a quello in cui l’operazione è effettuata, se il fornitore è extra-UE
Per un servizio extra-UE l’operazione si considera effettuata quando il servizio è ultimato. Negli abbonamenti e nei servizi periodici conta la data in cui matura il corrispettivo. Se paghi prima, l’operazione è effettuata alla data del pagamento, per l’importo pagato.
Un’indicazione dell’Agenzia delle Entrate: se usi le bozze dei registri IVA precompilati, conviene trasmettere il documento entro la fine del mese indicato come data. Una fattura UE ricevuta il 20 novembre va quindi inviata entro il 30 novembre, anche se il termine è il 15 dicembre.
Le importazioni documentate dalla bolletta doganale non si trasmettono. Se il termine è passato, il conto dipende da cosa manca: le sanzioni per l’autofattura estera in ritardo partono da 2 euro a fattura per il solo invio tardivo e arrivano ad almeno 500 euro se è stato omesso anche il reverse charge.
Esempio di autofattura TD17 e TD18 per una SRL
Stessa SRL di componentistica meccanica, che liquida l’IVA ogni mese. Aliquota ordinaria del 22% e IVA sugli acquisti tutta detraibile.
Autofattura TD17 per un software pagato in dollari
La società rinnova l’abbonamento annuale a un software CAD di una società statunitense: 1.200 dollari, pagati il 5 novembre 2026. Il pagamento arriva prima della fine del servizio, quindi l’operazione si considera effettuata quel giorno.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Codice | TD17, autofattura (fornitore extra-UE) |
| Data del documento | 5 novembre 2026, giorno dell’effettuazione |
| Cambio del giorno, di esempio | 1 € = 1,10 $ |
| Imponibile | 1.200 $ ÷ 1,10 = 1.090,91 € |
| IVA al 22% | 240,00 € |
| Trasmissione allo SdI | entro martedì 15 dicembre 2026 |
| Registrazione | registro delle fatture emesse e registro degli acquisti |
Il cambio di 1,10 serve solo per l’esempio. Nella realtà si usa quello del giorno in cui l’operazione è effettuata; se la fattura non indica quel giorno, quello della data della fattura. In alternativa si può usare il tasso pubblicato dalla Banca centrale europea, per tutte le operazioni dell’anno.
Integrazione TD18 per la merce di un fornitore tedesco
La stessa SRL compra acciaio da un fornitore tedesco, spedito dalla Germania: 10.000 euro, con fattura ricevuta il 20 novembre 2026.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Codice | TD18, integrazione (fornitore UE) |
| Data del documento | 20 novembre 2026, giorno di ricezione della fattura |
| Imponibile | 10.000,00 € |
| IVA al 22% | 2.200,00 € |
| Trasmissione allo SdI | entro martedì 15 dicembre 2026 |
| Registrazione | registro delle fatture emesse e registro degli acquisti |
La stessa IVA entra a debito e a credito nella liquidazione IVA di novembre: con l’IVA tutta detraibile il saldo è zero, ma le due scritture devono esserci entrambe.
Con il TD19 la logica è la stessa. Componenti per 850 euro da un venditore estero che spedisce da un magazzino in Italia: IVA di 187 euro, a debito e a credito.
Errori comuni con TD17, TD18 e TD19 (e come correggerli)
Gli errori che vediamo più spesso sono cinque:
- TD17 per la merce di un fornitore UE. I beni che arrivano da un altro Paese UE vanno in TD18.
- TD18 per un software o un servizio di un fornitore UE. I servizi sono sempre TD17.
- TD19 per la merce importata da un Paese extra-UE. Se passa dalla dogana con la bolletta doganale, l’autofattura non serve.
- Data del documento sbagliata. Con i fornitori UE va la data di ricezione della fattura, con quelli extra-UE la data di effettuazione dell’operazione.
- Cambio del giorno sbagliato. Per le fatture in valuta conta il giorno di effettuazione, non quello in cui registri la fattura.
C’è poi il caso della fattura che non arriva: se un fornitore UE non te la manda entro il secondo mese successivo all’operazione, l’acquisto si regolarizza con un altro codice, il TD20.
TD17 e TD19 con un fornitore che ha la partita IVA italiana
Alcuni fornitori esteri fatturano con una partita IVA italiana, aperta tramite un rappresentante fiscale o con l’identificazione diretta. Quella fattura non vale ai fini IVA: va comunque trasmesso il TD17, per i servizi, o il TD19, per i beni già in Italia, con l’identificativo estero del fornitore. Con un fornitore extra-UE è un’autofattura, con uno UE un’integrazione.
Diverso è il caso del fornitore che ha in Italia una stabile organizzazione, quando l’operazione l’ha fatta quella: la fattura con l’IVA italiana è corretta e l’autofattura non serve. Se non è chiaro quale dei due casi hai davanti, conviene chiederlo al commercialista partner prima di registrare la fattura.
Come correggere un’autofattura con il codice sbagliato
Per gli importi sbagliati la guida dell’Agenzia delle Entrate alla compilazione delle fatture elettroniche indica la strada: si trasmette un documento dello stesso tipo, con importi positivi o negativi a seconda dell’errore, collegato al documento da correggere.
Per il codice sbagliato, per esempio un TD17 inviato al posto di un TD18, la guida non ha una regola espressa. Nella prassi si annulla il documento sbagliato con uno dello stesso tipo e importi negativi, poi si trasmette quello con il codice giusto. Prima di farlo conviene confermare la procedura con il commercialista partner.
Come gestire decine di autofatture estere al mese
Scegliere il codice di una fattura richiede un minuto. Il problema arriva quando le fatture sono decine al mese. C’è chi emette circa 1.200 autofatture l’anno, chi ci passa due giorni al mese tra download, inserimento e correzioni. E quando le autofatture si preparano a parte, partendo dai PDF, spesso non si ricollegano più ai pagamenti in banca.
Con Computis il lavoro è diviso così:
- le fatture dei servizi esteri arrivano in Computis con un clic, anche quando sono decine di microfatture da pochi euro
- le fatture PDF dei fornitori esteri di merce si caricano in Computis, oppure ci arrivano via email
- l’AI prepara l’autofattura con il codice TD17, TD18 o TD19, ricavato da quello che c’è scritto nella fattura
- l’IVA viene registrata a debito e a credito
- un contabile di Computis controlla la registrazione prima della liquidazione IVA e, per la merce, anche il codice, perché la fattura non sempre dice dove si trovano i beni
- se un’autofattura manca, l’avviso arriva prima del 15
- i casi dubbi, come i fornitori con partita IVA italiana o le fatture con beni e servizi insieme, li valuta il commercialista partner
È il lavoro del nostro software per l’autofattura: le fatture estere smettono di essere un compito di fine mese e diventano parte della contabilità di tutti i giorni.
Le domande più frequenti su TD17, TD18 e TD19
Quando si usa il codice TD17?
Quando una società italiana compra un servizio da un fornitore estero che non ha una stabile organizzazione in Italia: campagne pubblicitarie online, software in abbonamento, servizi cloud, consulenze. Vale per i fornitori UE, con cui si integra la fattura ricevuta, e per quelli extra-UE, compresi San Marino e Vaticano, per cui si emette un'autofattura.
Che differenza c'è tra TD17 e TD18?
Il TD17 riguarda i servizi, il TD18 i beni. Se un fornitore tedesco ti vende un software in abbonamento il codice è TD17; se ti spedisce dell'acciaio dalla Germania è TD18. Il TD18 si usa solo con fornitori di altri Paesi UE, il TD17 anche con quelli extra-UE.
Qual è la differenza tra TD18 e TD19?
Conta dove sono i beni quando li compri. Se partono da un altro Paese UE e arrivano in Italia il codice è TD18. Se sono già in Italia, per esempio in un magazzino del fornitore estero, è TD19, anche quando il fornitore è europeo.
Entro quanto tempo devo emettere un'autofattura TD17?
Entro il 15 del mese successivo. Con un fornitore UE si parte dal mese in cui ricevi la fattura. Con un fornitore extra-UE dal mese in cui l'operazione si considera effettuata: quando il servizio è ultimato, negli abbonamenti quando matura il corrispettivo, oppure alla data del pagamento, se paghi prima.
Se il fornitore estero ha la partita IVA italiana serve l'autofattura?
Sì, se la partita IVA italiana è aperta tramite un rappresentante fiscale o con l'identificazione diretta: quella fattura non vale ai fini IVA e si trasmette comunque il TD17 o il TD19, con l'identificativo estero del fornitore. Non serve se il fornitore ha in Italia una stabile organizzazione che ha fatto l'operazione: in quel caso la fattura con l'IVA italiana è corretta.