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Ratei e risconti: cosa sono, come si calcolano ed esempi per una SRL

10 min di letturaContabilità
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Ratei e risconti sono le scritture di fine anno che spostano costi e ricavi nell’esercizio a cui appartengono davvero, e fanno parte delle scritture di assestamento con cui si chiude il bilancio. In Computis lo sentiamo spesso dagli amministratori di SRL: il conto economico del mese non torna con quello di fine anno, e non è chiaro perché. Spesso la risposta è un affitto pagato per tre mesi o un canone incassato per un anno intero. Qui trovi cosa sono, come distinguerli in una riga, come si calcolano, quattro esempi su una SRL e cosa cambia nei numeri.

Ratei e risconti: cosa sono e perché si registrano

Ratei e risconti sono quote di costi e di ricavi comuni a due esercizi, che si registrano alla chiusura per rispettare il principio di competenza. Il rateo aggiunge all’anno un costo o un ricavo già maturato che si pagherà o si incasserà dopo. Il risconto toglie dall’anno la parte di un costo o di un ricavo, già pagato o incassato, che riguarda l’anno successivo.

Il principio di competenza economica dice che costi e ricavi appartengono all’anno in cui maturano, non a quello in cui si paga o si incassa. È la regola del bilancio d’esercizio, che una SRL prepara ogni anno partendo dalla contabilità ordinaria.

Secondo il principio contabile OIC 18, che regola la materia, un rateo o un risconto c’è quando valgono tre condizioni insieme:

  • il contratto inizia in un esercizio e finisce in uno successivo
  • il corrispettivo è dovuto in anticipo o in ritardo rispetto alla prestazione, che riguarda tutti e due gli anni
  • l’importo varia con il passare del tempo

In una SRL i casi tipici sono affitti, premi assicurativi, canoni di noleggio, interessi su finanziamenti, abbonamenti e contratti di assistenza o di manutenzione.

La regola pratica: se il denaro si muove dopo il 31 dicembre è un rateo, se si è già mosso è un risconto.

Attivo o passivo dice invece da che parte è il valore. È attivo quando la società deve ancora ricevere qualcosa: soldi, oppure una prestazione già pagata. È passivo quando lo deve ancora dare.

Differenza tra ratei e risconti

Il rateo anticipa la competenza rispetto al denaro, il risconto la rinvia. In una tabella:

TipoCosto o ricavoIl denaroEsempio in una SRLIn bilancio
Rateo attivoRicavoSi incassa l’anno dopoAssistenza pagata a fine semestreAttivo, voce D
Rateo passivoCostoSi paga l’anno dopoInteressi del finanziamento a rata posticipataPassivo, voce E
Risconto attivoCostoGià pagatoAffitto o assicurazione pagati in anticipoAttivo, voce D
Risconto passivoRicavoGià incassatoCanone di manutenzione incassato in anticipoPassivo, voce E

Ratei attivi e ratei passivi

I ratei attivi sono quote di ricavi di competenza dell’anno che si incasseranno negli anni successivi: per la società sono un credito. Un esempio è un contratto di assistenza pagato a fine semestre, con il semestre iniziato a settembre.

I ratei passivi sono quote di costi di competenza dell’anno che si pagheranno dopo: sono un debito. Un esempio sono gli interessi di un finanziamento con la rata a marzo, che maturano già da ottobre.

Per capire se un rateo è attivo o passivo basta chiedersi se è un ricavo o un costo. Il rateo attivo è un ricavo che devi ancora incassare, il rateo passivo un costo che devi ancora pagare.

Risconti attivi e risconti passivi

I risconti attivi sono quote di costi già pagati, nell’anno o in quelli precedenti, che riguardano gli anni successivi: per questo si chiamano anche costi anticipati. Il risconto attivo tipico è l’affitto o il premio assicurativo pagato in anticipo.

I risconti passivi sono quote di ricavi già incassati che riguardano gli anni successivi, cioè ricavi anticipati: un canone di manutenzione incassato per tutto l’anno, per esempio.

Un risconto è attivo quando la società ha pagato in anticipo un costo e deve ancora ricevere la prestazione. È passivo quando ha incassato in anticipo un ricavo e la prestazione la deve ancora dare. La quota rinviata del risconto attivo funziona come un costo sospeso: esce dal conto economico di quest’anno e rientra in quello dell’anno dopo.

Come si calcolano ratei e risconti

Ratei e risconti si calcolano in proporzione al tempo:

Per il rateo i giorni da attribuire sono quelli dell’anno che si chiude. Per il risconto sono quelli dell’anno dopo.

Il calcolo a tempo vale quando la prestazione ha lo stesso valore in ogni periodo, come un affitto o un’assicurazione. Quando non è così, la ripartizione segue l’uso reale: l’OIC 18 fa l’esempio di un albergo stagionale che paga un affitto annuale ma usa l’immobile solo per una parte dell’anno.

A fine anno ratei e risconti si rivedono. Se un costo pagato in anticipo non porterà più il beneficio previsto, per esempio un abbonamento a un servizio che la società non userà, il risconto attivo si riduce.

Calcolo ratei e risconti a giorni o a mesi: un esempio

Una SRL paga il 1° ottobre 2026 un premio assicurativo annuale di 2.400 euro, per il periodo dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027. Del periodo, 92 giorni cadono nel 2026 e 273 nel 2027, su 365.

CriterioCalcolo del risconto attivoRisconto al 31/12/2026Costo del 2026
A giorni2.400 × 273 ÷ 3651.795,07 €604,93 €
A mesi2.400 × 9 ÷ 121.800,00 €600,00 €

La differenza è di 4,93 euro. Il criterio lo sceglie chi prepara il bilancio, e conviene tenerlo uguale da un anno all’altro.

Ratei e risconti: esempi pratici per una SRL

Prendiamo la SRL di componentistica meccanica della guida alla liquidazione IVA, con l’esercizio 2026 chiuso al 31 dicembre. Ha quattro contratti a cavallo d’anno, uno per tipo. Gli importi sono senza IVA.

Esempio di risconto attivo: affitto e assicurazione pagati in anticipo

La società paga il canone del capannone ogni tre mesi, in anticipo: il 1° dicembre 2026 versa 9.000 euro per dicembre, gennaio e febbraio. Il 1° ottobre aveva pagato il premio assicurativo da 2.400 euro dell’esempio precedente.

VoceImportoPeriodoQuota 2026Quota 2027Rateo o risconto
Affitto del capannone9.000,00 €1/12/2026-28/02/20273.000,00 €6.000,00 €Risconto attivo di 6.000,00 €
Assicurazione2.400,00 €1/10/2026-30/09/2027604,93 €1.795,07 €Risconto attivo di 1.795,07 €

Per l’affitto basta contare i mesi: uno nel 2026, due nel 2027. Senza i due risconti, nel conto economico 2026 ci sarebbero 7.795,07 euro di costi che appartengono al 2027.

Esempio di risconto passivo: canone di manutenzione incassato in anticipo

La SRL vende a un cliente un contratto di manutenzione annuale da 6.000 euro, incassato il 1° novembre 2026 per il periodo dal 1° novembre 2026 al 31 ottobre 2027.

VoceImportoPeriodoQuota 2026Quota 2027Rateo o risconto
Canone di manutenzione6.000,00 €1/11/2026-31/10/20271.000,00 € (2 mesi)5.000,00 € (10 mesi)Risconto passivo di 5.000,00 €

I soldi sono entrati tutti nel 2026, ma dieci mesi di lavoro la società li deve ancora fare: 5.000 euro di ricavi passano al 2027.

Esempio di rateo passivo: interessi del finanziamento

La società ha un finanziamento bancario con gli interessi pagati ogni sei mesi, a rata posticipata. Il 31 marzo 2027 paga 1.800 euro di interessi per il periodo dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027: su 182 giorni, 92 cadono nel 2026.

VoceImportoPeriodoQuota 2026Quota 2027Rateo o risconto
Interessi passivi1.800,00 €1/10/2026-31/03/2027909,89 €890,11 €Rateo passivo di 909,89 €

Il pagamento arriva a marzo, ma tre mesi di interessi sono già maturati nel 2026: 1.800 × 92 ÷ 182 fa 909,89 euro di costo dell’anno, 900 euro se si calcola a mesi. Altri ratei passivi tipici sono i canoni di noleggio o di affitto pagati a fine periodo.

Esempio di rateo attivo: assistenza fatturata a fine semestre

Con un altro cliente la SRL ha un contratto di assistenza tecnica da 4.800 euro a semestre, dovuti alla fine del periodo. Il semestre in corso va dal 1° settembre 2026 al 28 febbraio 2027.

VoceImportoPeriodoQuota 2026Quota 2027Rateo o risconto
Assistenza tecnica4.800,00 €1/09/2026-28/02/20273.200,00 € (4 mesi)1.600,00 € (2 mesi)Rateo attivo di 3.200,00 €

Quattro mesi di assistenza su sei sono già stati prestati nel 2026: 3.200 euro sono ricavi di quest’anno, anche se fattura e incasso arrivano a febbraio. Se il lavoro fosse finito a dicembre, con la fattura a gennaio, non sarebbe un rateo ma una fattura da emettere.

Ratei e risconti in partita doppia: le scritture al 31 dicembre

In partita doppia ogni scrittura ha due lati: il conto scritto in dare e quello scritto in avere. Ratei e risconti si registrano al 31 dicembre nel libro giornale. Con gli importi degli esempi le scritture sono queste:

TipoDareAvereImportoCosa succede nel 2027
Risconto attivoRisconti attiviFitti passivi6.000,00 €La quota torna a costo nel 2027
Risconto attivoRisconti attiviAssicurazioni1.795,07 €La quota torna a costo nel 2027
Risconto passivoCanoni di manutenzione (ricavi)Risconti passivi5.000,00 €La quota torna a ricavo nel 2027
Rateo passivoInteressi passiviRatei passivi909,89 €Al pagamento del 31 marzo, 909,89 € chiudono il rateo e 890,11 € sono interessi del 2027
Rateo attivoRatei attiviRicavi per assistenza3.200,00 €Con la fattura di febbraio, 3.200 € chiudono il rateo e 1.600 € sono ricavi del 2027

Il risconto corregge un costo o un ricavo già registrato e lo riduce. Il rateo ne aggiunge uno che in contabilità non c’è ancora, perché il pagamento o il documento arrivano dopo. Nella prassi i risconti si chiudono all’inizio dell’anno nuovo con la scrittura inversa, i ratei quando arriva il pagamento o l’incasso.

Le registrazioni di tutti i giorni, cioè fatture, pagamenti e incassi, passano dalla prima nota e finiscono nel libro giornale. In Computis le prepara l’AI da fatture e movimenti bancari nel software di contabilità, e un contabile di Computis le controlla e, se serve, le corregge.

Ratei passivi e fatture da ricevere: cosa non va tra ratei e risconti

Non tutto quello che si paga o si incassa dopo il 31 dicembre è un rateo. Se la competenza di un costo o di un ricavo è tutta in un anno, anche quando la fattura o il pagamento arrivano dopo, non è un rateo né un risconto: è un debito o un credito. L’OIC 18 fa quattro esempi:

  • le fatture da ricevere: una consulenza fatta a dicembre e fatturata a gennaio
  • le fatture da emettere: una fornitura consegnata a dicembre che la SRL fattura a gennaio
  • gli interessi attivi già maturati sul conto corrente e accreditati l’anno dopo
  • gli anticipi pagati o ricevuti su canoni che maturano solo l’anno dopo, come il canone di gennaio pagato a dicembre

La differenza tra ratei passivi e fatture da ricevere è nella prestazione. Il rateo passivo riguarda un contratto che continua a cavallo dei due anni, la fattura da ricevere una prestazione già finita nell’anno.

Per chi legge il bilancio le due voci finiscono in posti diversi: la fattura da ricevere tra i debiti verso fornitori, il rateo nella sua voce. Servono però allo stesso scopo, cioè mettere il costo nell’anno giusto.

Ratei e risconti nel bilancio della SRL

Dove vanno in bilancio: voce D dell’attivo e voce E del passivo

Nello stato patrimoniale ratei e risconti attivi hanno una voce propria nell’attivo, la D «Ratei e risconti». Ratei e risconti passivi sono nella voce E del passivo.

Nel conto economico non compaiono come righe a sé. La contropartita del rateo va tra i costi o i ricavi della stessa natura, per esempio tra gli interessi passivi. Il risconto riduce il costo o il ricavo già registrato. Così nel conto economico resta solo la quota che appartiene all’anno.

Nel bilancio in forma abbreviata e in quello delle micro-imprese, che riguardano molte SRL, ratei e risconti attivi si possono comprendere nei crediti e quelli passivi nei debiti. Quale forma di bilancio puoi usare dipende dai limiti di attivo, ricavi e dipendenti: lo verifica ogni anno chi prepara il bilancio.

Cosa cambia nel conto economico se mancano

Torniamo alla SRL degli esempi e guardiamo il conto economico 2026 in due versioni: senza ratei e risconti, con costi e ricavi come sono stati pagati e incassati, e con le scritture di fine anno. Per semplicità contiamo solo i quattro contratti.

VoceSenza ratei e riscontiCon ratei e riscontiEffetto sull’utile 2026
Affitto (costo)9.000,00 €3.000,00 €+6.000,00 €
Assicurazione (costo)2.400,00 €604,93 €+1.795,07 €
Manutenzione (ricavo)6.000,00 €1.000,00 €−5.000,00 €
Interessi (costo)0,00 €909,89 €−909,89 €
Assistenza (ricavo)0,00 €3.200,00 €+3.200,00 €
Effetto netto+5.085,18 €

Con le scritture l’utile 2026 cresce di 5.085,18 euro, ma il segno conta poco: senza, l’utile è sbagliato in tutte e due le direzioni, e dicembre porta costi e ricavi che appartengono ad altri mesi.

Lo stesso succede durante l’anno. Chi legge il conto economico mese per mese vede l’assicurazione tutta a ottobre e il canone di manutenzione tutto a novembre, se nessuno divide le quote. Prima di trarre conclusioni su un mese, conviene sapere quali contratti a cavallo dei mesi contiene.

Il conto economico ti dice se l’azienda guadagna, il flusso di cassa se hai la liquidità per pagare: su Computis li vedi tutti e due, aggiornati man mano che entrano fatture e movimenti. L’AI registra i documenti, un contabile di Computis controlla le registrazioni e, se serve, le corregge. A fine anno il commercialista partner prepara il bilancio d’esercizio, con ratei, risconti e le altre scritture di chiusura, sugli stessi numeri.

Le domande più frequenti su ratei e risconti

Come capire se è un rateo o un risconto?

Guarda quando si muove il denaro rispetto al 31 dicembre. Se il pagamento o l'incasso arrivano dopo, ed è maturata una parte del costo o del ricavo, è un rateo. Se il pagamento o l'incasso sono già avvenuti, e una parte riguarda l'anno dopo, è un risconto.

Quando il risconto è attivo o passivo?

Il risconto è attivo quando la società ha pagato in anticipo un costo, per esempio l'affitto o l'assicurazione: deve ancora ricevere una parte della prestazione. È passivo quando ha incassato in anticipo un ricavo, per esempio un canone di manutenzione annuale: una parte del lavoro la deve ancora fare.

Qual è la differenza tra ratei passivi e fatture da ricevere?

Il rateo passivo riguarda un contratto che continua a cavallo dei due anni, come gli interessi di un finanziamento con la rata a marzo. La fattura da ricevere riguarda una prestazione già finita nell'anno, come una consulenza fatta a dicembre e fatturata a gennaio: è un debito verso il fornitore, non un rateo.

Ratei e risconti si calcolano a giorni o a mesi?

Si calcolano in proporzione al tempo, e si può usare l'uno o l'altro criterio. Su un premio assicurativo di 2.400 euro pagato il 1° ottobre, il risconto al 31 dicembre è di 1.795,07 euro a giorni e di 1.800 euro a mesi. Conta tenere lo stesso criterio da un anno all'altro.

Ratei e risconti vanno registrati ogni mese?

Nel bilancio si rilevano alla chiusura dell'esercizio. Registrarli anche a fine mese è una scelta di gestione: serve a chi vuole leggere un conto economico mensile per competenza, con l'affitto o l'assicurazione divisi sui mesi a cui si riferiscono e non tutti nel mese del pagamento.

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