Ratei e risconti sono le scritture di fine anno che spostano costi e ricavi nell’esercizio a cui appartengono davvero, e fanno parte delle scritture di assestamento con cui si chiude il bilancio. In Computis lo sentiamo spesso dagli amministratori di SRL: il conto economico del mese non torna con quello di fine anno, e non è chiaro perché. Spesso la risposta è un affitto pagato per tre mesi o un canone incassato per un anno intero. Qui trovi cosa sono, come distinguerli in una riga, come si calcolano, quattro esempi su una SRL e cosa cambia nei numeri.
Ratei e risconti: cosa sono e perché si registrano
Ratei e risconti sono quote di costi e di ricavi comuni a due esercizi, che si registrano alla chiusura per rispettare il principio di competenza. Il rateo aggiunge all’anno un costo o un ricavo già maturato che si pagherà o si incasserà dopo. Il risconto toglie dall’anno la parte di un costo o di un ricavo, già pagato o incassato, che riguarda l’anno successivo.
Il principio di competenza economica dice che costi e ricavi appartengono all’anno in cui maturano, non a quello in cui si paga o si incassa. È la regola del bilancio d’esercizio, che una SRL prepara ogni anno partendo dalla contabilità ordinaria.
Secondo il principio contabile OIC 18, che regola la materia, un rateo o un risconto c’è quando valgono tre condizioni insieme:
- il contratto inizia in un esercizio e finisce in uno successivo
- il corrispettivo è dovuto in anticipo o in ritardo rispetto alla prestazione, che riguarda tutti e due gli anni
- l’importo varia con il passare del tempo
In una SRL i casi tipici sono affitti, premi assicurativi, canoni di noleggio, interessi su finanziamenti, abbonamenti e contratti di assistenza o di manutenzione.
La regola pratica: se il denaro si muove dopo il 31 dicembre è un rateo, se si è già mosso è un risconto.
Attivo o passivo dice invece da che parte è il valore. È attivo quando la società deve ancora ricevere qualcosa: soldi, oppure una prestazione già pagata. È passivo quando lo deve ancora dare.
Differenza tra ratei e risconti
Il rateo anticipa la competenza rispetto al denaro, il risconto la rinvia. In una tabella:
| Tipo | Costo o ricavo | Il denaro | Esempio in una SRL | In bilancio |
|---|---|---|---|---|
| Rateo attivo | Ricavo | Si incassa l’anno dopo | Assistenza pagata a fine semestre | Attivo, voce D |
| Rateo passivo | Costo | Si paga l’anno dopo | Interessi del finanziamento a rata posticipata | Passivo, voce E |
| Risconto attivo | Costo | Già pagato | Affitto o assicurazione pagati in anticipo | Attivo, voce D |
| Risconto passivo | Ricavo | Già incassato | Canone di manutenzione incassato in anticipo | Passivo, voce E |
Ratei attivi e ratei passivi
I ratei attivi sono quote di ricavi di competenza dell’anno che si incasseranno negli anni successivi: per la società sono un credito. Un esempio è un contratto di assistenza pagato a fine semestre, con il semestre iniziato a settembre.
I ratei passivi sono quote di costi di competenza dell’anno che si pagheranno dopo: sono un debito. Un esempio sono gli interessi di un finanziamento con la rata a marzo, che maturano già da ottobre.
Per capire se un rateo è attivo o passivo basta chiedersi se è un ricavo o un costo. Il rateo attivo è un ricavo che devi ancora incassare, il rateo passivo un costo che devi ancora pagare.
Risconti attivi e risconti passivi
I risconti attivi sono quote di costi già pagati, nell’anno o in quelli precedenti, che riguardano gli anni successivi: per questo si chiamano anche costi anticipati. Il risconto attivo tipico è l’affitto o il premio assicurativo pagato in anticipo.
I risconti passivi sono quote di ricavi già incassati che riguardano gli anni successivi, cioè ricavi anticipati: un canone di manutenzione incassato per tutto l’anno, per esempio.
Un risconto è attivo quando la società ha pagato in anticipo un costo e deve ancora ricevere la prestazione. È passivo quando ha incassato in anticipo un ricavo e la prestazione la deve ancora dare. La quota rinviata del risconto attivo funziona come un costo sospeso: esce dal conto economico di quest’anno e rientra in quello dell’anno dopo.
Come si calcolano ratei e risconti
Ratei e risconti si calcolano in proporzione al tempo:
Per il rateo i giorni da attribuire sono quelli dell’anno che si chiude. Per il risconto sono quelli dell’anno dopo.
Il calcolo a tempo vale quando la prestazione ha lo stesso valore in ogni periodo, come un affitto o un’assicurazione. Quando non è così, la ripartizione segue l’uso reale: l’OIC 18 fa l’esempio di un albergo stagionale che paga un affitto annuale ma usa l’immobile solo per una parte dell’anno.
A fine anno ratei e risconti si rivedono. Se un costo pagato in anticipo non porterà più il beneficio previsto, per esempio un abbonamento a un servizio che la società non userà, il risconto attivo si riduce.
Calcolo ratei e risconti a giorni o a mesi: un esempio
Una SRL paga il 1° ottobre 2026 un premio assicurativo annuale di 2.400 euro, per il periodo dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027. Del periodo, 92 giorni cadono nel 2026 e 273 nel 2027, su 365.
| Criterio | Calcolo del risconto attivo | Risconto al 31/12/2026 | Costo del 2026 |
|---|---|---|---|
| A giorni | 2.400 × 273 ÷ 365 | 1.795,07 € | 604,93 € |
| A mesi | 2.400 × 9 ÷ 12 | 1.800,00 € | 600,00 € |
La differenza è di 4,93 euro. Il criterio lo sceglie chi prepara il bilancio, e conviene tenerlo uguale da un anno all’altro.
Ratei e risconti: esempi pratici per una SRL
Prendiamo la SRL di componentistica meccanica della guida alla liquidazione IVA, con l’esercizio 2026 chiuso al 31 dicembre. Ha quattro contratti a cavallo d’anno, uno per tipo. Gli importi sono senza IVA.
Esempio di risconto attivo: affitto e assicurazione pagati in anticipo
La società paga il canone del capannone ogni tre mesi, in anticipo: il 1° dicembre 2026 versa 9.000 euro per dicembre, gennaio e febbraio. Il 1° ottobre aveva pagato il premio assicurativo da 2.400 euro dell’esempio precedente.
| Voce | Importo | Periodo | Quota 2026 | Quota 2027 | Rateo o risconto |
|---|---|---|---|---|---|
| Affitto del capannone | 9.000,00 € | 1/12/2026-28/02/2027 | 3.000,00 € | 6.000,00 € | Risconto attivo di 6.000,00 € |
| Assicurazione | 2.400,00 € | 1/10/2026-30/09/2027 | 604,93 € | 1.795,07 € | Risconto attivo di 1.795,07 € |
Per l’affitto basta contare i mesi: uno nel 2026, due nel 2027. Senza i due risconti, nel conto economico 2026 ci sarebbero 7.795,07 euro di costi che appartengono al 2027.
Esempio di risconto passivo: canone di manutenzione incassato in anticipo
La SRL vende a un cliente un contratto di manutenzione annuale da 6.000 euro, incassato il 1° novembre 2026 per il periodo dal 1° novembre 2026 al 31 ottobre 2027.
| Voce | Importo | Periodo | Quota 2026 | Quota 2027 | Rateo o risconto |
|---|---|---|---|---|---|
| Canone di manutenzione | 6.000,00 € | 1/11/2026-31/10/2027 | 1.000,00 € (2 mesi) | 5.000,00 € (10 mesi) | Risconto passivo di 5.000,00 € |
I soldi sono entrati tutti nel 2026, ma dieci mesi di lavoro la società li deve ancora fare: 5.000 euro di ricavi passano al 2027.
Esempio di rateo passivo: interessi del finanziamento
La società ha un finanziamento bancario con gli interessi pagati ogni sei mesi, a rata posticipata. Il 31 marzo 2027 paga 1.800 euro di interessi per il periodo dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027: su 182 giorni, 92 cadono nel 2026.
| Voce | Importo | Periodo | Quota 2026 | Quota 2027 | Rateo o risconto |
|---|---|---|---|---|---|
| Interessi passivi | 1.800,00 € | 1/10/2026-31/03/2027 | 909,89 € | 890,11 € | Rateo passivo di 909,89 € |
Il pagamento arriva a marzo, ma tre mesi di interessi sono già maturati nel 2026: 1.800 × 92 ÷ 182 fa 909,89 euro di costo dell’anno, 900 euro se si calcola a mesi. Altri ratei passivi tipici sono i canoni di noleggio o di affitto pagati a fine periodo.
Esempio di rateo attivo: assistenza fatturata a fine semestre
Con un altro cliente la SRL ha un contratto di assistenza tecnica da 4.800 euro a semestre, dovuti alla fine del periodo. Il semestre in corso va dal 1° settembre 2026 al 28 febbraio 2027.
| Voce | Importo | Periodo | Quota 2026 | Quota 2027 | Rateo o risconto |
|---|---|---|---|---|---|
| Assistenza tecnica | 4.800,00 € | 1/09/2026-28/02/2027 | 3.200,00 € (4 mesi) | 1.600,00 € (2 mesi) | Rateo attivo di 3.200,00 € |
Quattro mesi di assistenza su sei sono già stati prestati nel 2026: 3.200 euro sono ricavi di quest’anno, anche se fattura e incasso arrivano a febbraio. Se il lavoro fosse finito a dicembre, con la fattura a gennaio, non sarebbe un rateo ma una fattura da emettere.
Ratei e risconti in partita doppia: le scritture al 31 dicembre
In partita doppia ogni scrittura ha due lati: il conto scritto in dare e quello scritto in avere. Ratei e risconti si registrano al 31 dicembre nel libro giornale. Con gli importi degli esempi le scritture sono queste:
| Tipo | Dare | Avere | Importo | Cosa succede nel 2027 |
|---|---|---|---|---|
| Risconto attivo | Risconti attivi | Fitti passivi | 6.000,00 € | La quota torna a costo nel 2027 |
| Risconto attivo | Risconti attivi | Assicurazioni | 1.795,07 € | La quota torna a costo nel 2027 |
| Risconto passivo | Canoni di manutenzione (ricavi) | Risconti passivi | 5.000,00 € | La quota torna a ricavo nel 2027 |
| Rateo passivo | Interessi passivi | Ratei passivi | 909,89 € | Al pagamento del 31 marzo, 909,89 € chiudono il rateo e 890,11 € sono interessi del 2027 |
| Rateo attivo | Ratei attivi | Ricavi per assistenza | 3.200,00 € | Con la fattura di febbraio, 3.200 € chiudono il rateo e 1.600 € sono ricavi del 2027 |
Il risconto corregge un costo o un ricavo già registrato e lo riduce. Il rateo ne aggiunge uno che in contabilità non c’è ancora, perché il pagamento o il documento arrivano dopo. Nella prassi i risconti si chiudono all’inizio dell’anno nuovo con la scrittura inversa, i ratei quando arriva il pagamento o l’incasso.
Le registrazioni di tutti i giorni, cioè fatture, pagamenti e incassi, passano dalla prima nota e finiscono nel libro giornale. In Computis le prepara l’AI da fatture e movimenti bancari nel software di contabilità, e un contabile di Computis le controlla e, se serve, le corregge.
Ratei passivi e fatture da ricevere: cosa non va tra ratei e risconti
Non tutto quello che si paga o si incassa dopo il 31 dicembre è un rateo. Se la competenza di un costo o di un ricavo è tutta in un anno, anche quando la fattura o il pagamento arrivano dopo, non è un rateo né un risconto: è un debito o un credito. L’OIC 18 fa quattro esempi:
- le fatture da ricevere: una consulenza fatta a dicembre e fatturata a gennaio
- le fatture da emettere: una fornitura consegnata a dicembre che la SRL fattura a gennaio
- gli interessi attivi già maturati sul conto corrente e accreditati l’anno dopo
- gli anticipi pagati o ricevuti su canoni che maturano solo l’anno dopo, come il canone di gennaio pagato a dicembre
La differenza tra ratei passivi e fatture da ricevere è nella prestazione. Il rateo passivo riguarda un contratto che continua a cavallo dei due anni, la fattura da ricevere una prestazione già finita nell’anno.
Per chi legge il bilancio le due voci finiscono in posti diversi: la fattura da ricevere tra i debiti verso fornitori, il rateo nella sua voce. Servono però allo stesso scopo, cioè mettere il costo nell’anno giusto.
Ratei e risconti nel bilancio della SRL
Dove vanno in bilancio: voce D dell’attivo e voce E del passivo
Nello stato patrimoniale ratei e risconti attivi hanno una voce propria nell’attivo, la D «Ratei e risconti». Ratei e risconti passivi sono nella voce E del passivo.
Nel conto economico non compaiono come righe a sé. La contropartita del rateo va tra i costi o i ricavi della stessa natura, per esempio tra gli interessi passivi. Il risconto riduce il costo o il ricavo già registrato. Così nel conto economico resta solo la quota che appartiene all’anno.
Nel bilancio in forma abbreviata e in quello delle micro-imprese, che riguardano molte SRL, ratei e risconti attivi si possono comprendere nei crediti e quelli passivi nei debiti. Quale forma di bilancio puoi usare dipende dai limiti di attivo, ricavi e dipendenti: lo verifica ogni anno chi prepara il bilancio.
Cosa cambia nel conto economico se mancano
Torniamo alla SRL degli esempi e guardiamo il conto economico 2026 in due versioni: senza ratei e risconti, con costi e ricavi come sono stati pagati e incassati, e con le scritture di fine anno. Per semplicità contiamo solo i quattro contratti.
| Voce | Senza ratei e risconti | Con ratei e risconti | Effetto sull’utile 2026 |
|---|---|---|---|
| Affitto (costo) | 9.000,00 € | 3.000,00 € | +6.000,00 € |
| Assicurazione (costo) | 2.400,00 € | 604,93 € | +1.795,07 € |
| Manutenzione (ricavo) | 6.000,00 € | 1.000,00 € | −5.000,00 € |
| Interessi (costo) | 0,00 € | 909,89 € | −909,89 € |
| Assistenza (ricavo) | 0,00 € | 3.200,00 € | +3.200,00 € |
| Effetto netto | +5.085,18 € |
Con le scritture l’utile 2026 cresce di 5.085,18 euro, ma il segno conta poco: senza, l’utile è sbagliato in tutte e due le direzioni, e dicembre porta costi e ricavi che appartengono ad altri mesi.
Lo stesso succede durante l’anno. Chi legge il conto economico mese per mese vede l’assicurazione tutta a ottobre e il canone di manutenzione tutto a novembre, se nessuno divide le quote. Prima di trarre conclusioni su un mese, conviene sapere quali contratti a cavallo dei mesi contiene.
Il conto economico ti dice se l’azienda guadagna, il flusso di cassa se hai la liquidità per pagare: su Computis li vedi tutti e due, aggiornati man mano che entrano fatture e movimenti. L’AI registra i documenti, un contabile di Computis controlla le registrazioni e, se serve, le corregge. A fine anno il commercialista partner prepara il bilancio d’esercizio, con ratei, risconti e le altre scritture di chiusura, sugli stessi numeri.
Le domande più frequenti su ratei e risconti
Come capire se è un rateo o un risconto?
Guarda quando si muove il denaro rispetto al 31 dicembre. Se il pagamento o l'incasso arrivano dopo, ed è maturata una parte del costo o del ricavo, è un rateo. Se il pagamento o l'incasso sono già avvenuti, e una parte riguarda l'anno dopo, è un risconto.
Quando il risconto è attivo o passivo?
Il risconto è attivo quando la società ha pagato in anticipo un costo, per esempio l'affitto o l'assicurazione: deve ancora ricevere una parte della prestazione. È passivo quando ha incassato in anticipo un ricavo, per esempio un canone di manutenzione annuale: una parte del lavoro la deve ancora fare.
Qual è la differenza tra ratei passivi e fatture da ricevere?
Il rateo passivo riguarda un contratto che continua a cavallo dei due anni, come gli interessi di un finanziamento con la rata a marzo. La fattura da ricevere riguarda una prestazione già finita nell'anno, come una consulenza fatta a dicembre e fatturata a gennaio: è un debito verso il fornitore, non un rateo.
Ratei e risconti si calcolano a giorni o a mesi?
Si calcolano in proporzione al tempo, e si può usare l'uno o l'altro criterio. Su un premio assicurativo di 2.400 euro pagato il 1° ottobre, il risconto al 31 dicembre è di 1.795,07 euro a giorni e di 1.800 euro a mesi. Conta tenere lo stesso criterio da un anno all'altro.
Ratei e risconti vanno registrati ogni mese?
Nel bilancio si rilevano alla chiusura dell'esercizio. Registrarli anche a fine mese è una scelta di gestione: serve a chi vuole leggere un conto economico mensile per competenza, con l'affitto o l'assicurazione divisi sui mesi a cui si riferiscono e non tutti nel mese del pagamento.