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Programma per la fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione

La fattura PA parte dallo stesso programma delle fatture alle aziende: Computis controlla i dati prima di trasmetterla al Sistema di Interscambio, e ricevute e scarti li trovi nella lista fatture, con la causa.

  • Codice univoco ufficio
  • Controllata prima

La lista fatture di Computis: una fattura a un Comune con il codice ufficio, controllata e poi consegnata dallo SdI

  • Ricevuta di consegna

La fattura PA con Computis, un esempio passo per passo

Una fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione passa dal Sistema di Interscambio, che la consegna all'ufficio indicato dal codice univoco; poi l'ente ha quindici giorni per accettarla o rifiutarla. Ecco come funziona, passaggio per passaggio: lo stesso programma delle fatture alle aziende, con i passaggi in più che la PA richiede.

  1. L'ente

    Una SRL di manutenzione fattura un Comune. Scegli l'ente dall'anagrafica con il codice univoco ufficio di sei caratteri che ti ha comunicato, quello a cui lo SdI consegnerà la fattura.

  2. La fattura

    Compili la fattura come le altre: 10.000 € di imponibile, 2.200 € di IVA al 22%, con i riferimenti che l'ente chiede di indicare.

  3. Il controllo

    Prima dell'invio Computis controlla i dati e ti segnala cosa non torna, così riduci il rischio che lo SdI la scarti.

  4. L'invio

    La trasmissione allo SdI parte da sola. Ricevuta di consegna, mancata consegna o scarto arrivano nella lista fatture, con la causa.

  5. La conservazione

    La fattura va in conservazione sostitutiva a norma per dieci anni, compresa: nessun archivio da tenere a parte.

Per la fattura PA non serve un secondo programma

  • Nessun portale a parte per gli enti pubbliciLe fatture alla PA stanno nella stessa lista di quelle alle aziende, emesse dallo stesso posto e con lo stesso flusso.
  • Nessuna fattura scartata scoperta giorni dopoRicevuta di consegna, esito e causa dello scarto arrivano nella lista fatture: non aspetti una PEC per sapere com'è andata.
  • Nessuna causa da cercare dentro un file XMLQuando qualcosa non torna te lo dice la lista, scritto in italiano, senza aprire il file della fattura.
  • Nessun archivio da tenere per la conservazioneLa conservazione delle fatture elettroniche a norma per dieci anni è compresa: non compri un secondo servizio e non archivi niente a mano.

Cosa cambia tra una fattura e una fattura PA

Una fattura PA chiede pochi dati in più di una fattura a un'azienda: il codice univoco ufficio, il CIG o il CUP quando servono, e di norma lo split payment. Sbagliarli significa uno scarto o un rifiuto: quali si applicano al tuo caso lo vedi con un commercialista partner.

  • Codice univoco ufficio

    È il codice di sei caratteri dell'ufficio che riceverà la fattura: te lo comunica l'ente, oppure lo trovi sull'Indice delle Pubbliche Amministrazioni. Senza quello giusto la fattura non arriva a destinazione.

  • Codice CIG e codice CUP

    Quando la fornitura nasce da una gara o da un progetto finanziato, l'ente chiede il CIG (dieci caratteri) o il CUP (quindici). Se mancano, la PA può rifiutare la fattura o sospendere il pagamento.

  • Split payment nella fattura PA

    Sulle fatture alla PA di norma l'IVA la versa l'ente allo Stato: tu incassi i 10.000 € di imponibile e non i 2.200 € di imposta. Come si riflette sulla liquidazione IVA lo segue un commercialista partner.

  • Scarto dello SdI o rifiuto della PA

    Sono due cose diverse. Lo scarto è tecnico, arriva subito e lo trovi in lista con la causa: correggi e reinvii. Il rifiuto lo decide l'ente entro quindici giorni, e si chiude con una nota di credito.

  • Decorrenza dei termini: quando l'ente non risponde

    Se entro quindici giorni non accetta né rifiuta, scatta la decorrenza dei termini: la fattura è comunque valida e resta in conservazione insieme alle altre.

La fattura PA è una fattura elettronica indirizzata a un ente pubblico.

Stesso formato e stesso Sistema di Interscambio delle fatture alle aziende. Cambiano tre cose: il codice univoco ufficio dell'ente al posto del codice destinatario, i riferimenti di gara o progetto quando servono, e l'IVA che di norma versa l'ente.

Vediamo come emetteresti le fatture alla PA con Computis

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