Numeri e controllo

Team Computis

·

·

6 min di lettura

Riconciliazione bancaria: cos'è, come si fa e come automatizzarla

L'anatomia di una differenza di 2.740 € tra saldo contabile ed estratto conto: cos'è la riconciliazione bancaria, il metodo in cinque mosse e come automatizzarla con l'open banking.

Copertina articolo: responsabile amministrativa confronta l'estratto conto bancario con il gestionale in ufficio

IN BREVE

La riconciliazione bancaria è il confronto tra prima nota ed estratto conto per dare un nome a ogni differenza tra saldo contabile e saldo banca. Le cause tipiche sono movimenti in transito, commissioni e addebiti non ancora registrati, errori di registrazione. Con l'open banking (PSD2) gran parte dell'abbinamento si automatizza: i fornitori dichiarano indicativamente oltre il 90% di abbinamento automatico.

Venerdì pomeriggio, la responsabile amministrativa di Marmi Serena SRL affianca il gestionale e l'home banking: 48.350 € da una parte, 45.610 € dall'altra. Mancano 2.740 €. Panico? No: è il momento della riconciliazione bancaria.

Cos'è la riconciliazione bancaria (e perché i saldi non coincidono quasi mai)

La riconciliazione bancaria è il confronto periodico tra le registrazioni contabili dell'azienda e i movimenti dell'estratto conto, per verificare che il saldo contabile e il saldo della banca, una volta spiegate le partite in sospeso, coincidano alla stessa data. Di norma si fa a fine mese, quando i conti sono "freddi" e si riesce a fotografare la situazione con precisione.

Per farla servono due documenti, e bastano quelli: l'estratto conto del periodo, cioè quello che la banca ha effettivamente registrato, e la prima nota aggiornata, cioè quello che abbiamo registrato noi. Il confronto è tutto qui: due elenchi di movimenti che dovrebbero raccontare la stessa storia.

Il punto che spiazza chi ci si avvicina la prima volta è che i due saldi non coincidono quasi mai, e nella maggior parte dei casi va benissimo così. Uno scarto non è un ammanco: è quasi sempre una questione di tempistiche. Noi registriamo un incasso il giorno in cui il cliente ci dice di aver pagato, la banca lo contabilizza quando i soldi arrivano davvero. La riconciliazione serve proprio a dare un nome a ogni euro di differenza, non a spaventarsi del totale.

Caccia ai 2.740 euro: l'anatomia di una differenza

Il metodo è semplice e un po' noioso: si spuntano i movimenti uno per uno. Ogni riga della prima nota trova la sua gemella nell'estratto conto e viene depennata da entrambe le parti. Alla fine restano scoperte solo le righe che stanno da una parte e non dall'altra: quelle sono le nostre differenze, le partite in sospeso da spiegare. Vediamo come si scompongono i 2.740 € di Marmi Serena.

I movimenti in transito

La voce più pesante è un incasso da cliente per 2.900 €, una RiBa registrata in prima nota perché la scadenza è arrivata, ma non ancora accreditata dalla banca. È il classico movimento in transito: esiste nella nostra contabilità, non ancora sull'estratto conto. Niente di sbagliato: i soldi arriveranno, la banca semplicemente non li ha ancora accreditati. Da solo questo incasso spiega più dell'intera differenza, ed è il motivo per cui il nostro saldo contabile è più alto di quello della banca.

Quello che la banca sa e tu non ancora

Poi ci sono i movimenti che vanno nella direzione opposta: la banca li ha già applicati, noi non li abbiamo ancora registrati. Sono 90 € di commissioni e canone trimestrale, addebitati in automatico, e un addebito SEPA da 250 € per un'utenza passato sul conto ma non ancora annotato in prima nota. Sono le voci che nella prassi sfuggono di più, perché nessuno le "decide": arrivano da sole. Insieme fanno 340 € che la banca ha già tolto e noi dobbiamo ancora contabilizzare.

Gli errori veri

Fin qui, differenze fisiologiche. Ma nella caccia salta fuori anche un errore vero: un pagamento a un fornitore da 750 € registrato in prima nota come 1.250 €. Sono 500 € di uscita in più che non sono mai usciti davvero dal conto. Va corretto nella nostra contabilità, non nell'estratto conto. Accanto agli errori di battitura, nella prassi i sospetti più frequenti sono le registrazioni duplicate (lo stesso movimento inserito due volte) e, più raramente, un errore della banca: capita, ma è l'ultima ipotesi da verificare, non la prima.

Messe in fila, le differenze quadrano. Il segno indica come ciascuna voce spinge il nostro saldo rispetto a quello della banca.

Voce

Importo

Effetto sul saldo

RiBa cliente in transito

2.900 €

+2.900

Commissioni e canone trimestrale

90 €

+90

Addebito SEPA utenza

250 €

+250

Pagamento fornitore registrato in eccesso

500 €

−500

Differenza totale

2.740 €

+2.740

2.900 + 90 + 250 − 500 = 2.740 €. Sistemate le partite in sospeso e corretto l'errore da 500 €, il saldo contabile e il saldo della banca tornano a raccontare la stessa storia, e la fotografia della cassa è di nuovo affidabile.

Come si fa la riconciliazione bancaria: il metodo in cinque mosse

Fuor di metafora, la procedura è sempre la stessa e sta in cinque passi.

  • Raccogli i due documenti: estratto conto del periodo e prima nota aggiornata alla stessa data.

  • Spunta i movimenti: depenna da entrambe le parti tutto ciò che combacia per importo e data.

  • Isola le partite in sospeso: movimenti in transito, addebiti non ancora registrati, incassi non ancora accreditati.

  • Registra le rettifiche: inserisci in contabilità le voci che mancano e correggi gli errori di registrazione.

  • Verifica la quadratura: il saldo contabile rettificato deve coincidere con quello di banca, movimenti in transito a parte.

Ogni quanto farla (e cosa succede se non la fai)

Nella prassi il minimo ragionevole è trimestrale, ma chi vuole numeri affidabili la fa ogni mese. Farla solo a fine anno è la scelta che sembra farci risparmiare tempo e invece ce ne fa perdere: dopo dodici mesi ricostruire una singola differenza diventa quasi impossibile, perché i movimenti in transito si sovrappongono e nessuno ricorda più a cosa si riferisse quell'addebito di marzo.

I rischi concreti di rimandare sono tre. Lo scadenzario diventa inaffidabile, perché risultano ancora aperte fatture in realtà già incassate. La liquidità diventa "finta": il gestionale mostra 48.350 € ma sul conto ce ne sono 45.610, e su quel numero gonfiato si rischia di prendere decisioni di spesa sbagliate. E gli errori, come il nostro 500 € di troppo, si accumulano mese dopo mese fino a pesare sul bilancio. Nessuna norma impone la riconciliazione come adempimento puntuale; nella prassi, però, è quello che tiene in piedi tutto il resto della contabilità di una SRL, dalla prima nota alla liquidazione IVA.

Come automatizzare la riconciliazione bancaria con l'open banking

La buona notizia è che gran parte di questo lavoro oggi si può togliere di mezzo. La direttiva europea PSD2 ha aperto la strada all'open banking: da settembre 2019 sono operativi gli obblighi che impongono alle banche di esporre i movimenti tramite API a soggetti terzi autorizzati. In pratica un software di riconciliazione bancaria automatica può leggere i movimenti del conto più volte al giorno, senza bisogno di esportare a mano nessun estratto conto.

Da lì il passo successivo è il matching: lo strumento abbina in automatico ogni movimento alla fattura corrispondente, comprese quelle transitate dallo SDI della fatturazione elettronica, incrociando importo, data e controparte. I fornitori di questi strumenti dichiarano indicativamente percentuali di abbinamento automatico oltre il 90%: al lavoro manuale resta solo la manciata di casi dubbi. Il tempo passa indicativamente da ore a minuti, e la nostra RiBa da 2.900 € o l'addebito SEPA da 250 € si riconoscono da soli. Computis, per fare un esempio, è tra gli strumenti che collegano il conto e le fatture per fare esattamente questo abbinamento.

La riconciliazione bancaria resta un pilastro della contabilità, ma non deve più essere la corvée del venerdì pomeriggio. La responsabile di Marmi Serena i suoi 2.740 € li ha già spiegati tutti. La prossima volta li spiegherà il software.

SCRITTO E REVISIONATO DA

Team Computis

Commercialisti e consulenti fiscali

Ogni articolo è verificato da un commercialista prima della pubblicazione. Le norme fiscali cambiano nel tempo: per il tuo caso specifico, parla con un consulente.

Tu pensi a crescere, ai numeri pensiamo noi

Contabilità, commercialista e visibilità sui numeri in un unico abbonamento. Prenota una call gratuita.

Richiedi una demo

Logo Computis

Il futuro della contabilità

Il futuro della contabilità

Contatti
Contatti

Prenota una call

Twitter

Twitter

Instagram

Instagram

LinkedIn

LinkedIn

© 2026 Computis. Tutti i diritti riservati.

© 2026 Computis. Tutti i diritti riservati.

Computis S.r.l. · Capitale sociale € 10.000 · REA MI-2808914 · C.F./P.IVA 14813050961