Commercialista
Team Computis
·
·
4 min di lettura
Quanto costa un commercialista nel 2026: tariffe reali per SRL e ditte
Dal forfait annuale alla parcella a consumo: cosa paga davvero un'azienda italiana per la contabilità, e quando il prezzo è giusto.

IN BREVE
Nel 2026 un forfettario spende indicativamente 900-1.600 € l'anno, una ditta in semplificata 1.300-2.400 €, una SRL in ordinaria 2.200-4.800 €. Ma il numero da solo dice poco: conta cosa include.
Molti imprenditori non sanno se la parcella che pagano è nella media o troppo alta. I preventivi variano così tanto, anche del doppio a parità di servizio, che capire quanto costa un commercialista è diventato un piccolo mistero italiano. Proviamo a mettere ordine con cifre reali.
Da cosa dipende il costo
Il prezzo dipende da quattro elementi principali. La forma giuridica pesa più di tutto: una ditta individuale ha meno adempimenti di una SRL. Il regime contabile conta parecchio, perché ordinaria e semplificata richiedono registrazioni molto diverse. Il volume di documenti (fatture, movimenti bancari, dipendenti) fa salire o scendere la tariffa. Infine i servizi extra: gestione del personale, consulenze una tantum, operazioni straordinarie, quasi sempre fatturati a parte.
Le tariffe 2026, tipo per tipo
I range di mercato si sono stabilizzati intorno a questi valori. Prendili come bussola, non come listino: ogni studio fa storia a sé.
Tipologia | Range annuo indicativo | Fascia più comune |
|---|---|---|
Forfettario | 900 – 1.600 € | 1.000 – 1.200 € |
Ditta in semplificata | 1.300 – 2.400 € | 1.500 – 2.000 € |
SRL in ordinaria | 2.200 – 4.800 € | 2.800 – 3.600 € |
Cosa muove il prezzo dentro il range
Per un forfettario, sotto le 50 fatture l'anno si resta nella parte bassa; oltre le 100, o con ricavi vicini alla soglia del regime, si sale verso i 1.400-1.600 €. Per una ditta in semplificata pesano i registri IVA, i dipendenti e i report periodici richiesti. Per una SRL contano volume documentale, operazioni con l'estero e struttura societaria: con più sedi o un gruppo si superano facilmente i 4.000 €, e il deposito del bilancio spesso è escluso dal forfait. Cosa comprende esattamente la contabilità di una SRL, adempimento per adempimento, lo trovi nella guida dedicata.
Le differenze territoriali
Stesso servizio, città diversa, prezzo diverso: a Milano e Roma le parcelle stanno indicativamente il 20-30% sopra la media nazionale, nei centri più piccoli si scende sotto. Gli studi online hanno in parte livellato queste differenze: niente sede in centro da pagare, volumi maggiori su cui distribuire i costi.
Definito il quanto, resta il come: la struttura della parcella cambia parecchio l'esperienza reale.
Meglio il forfait annuale o la parcella a consumo?
Gli studi tradizionali propongono quasi sempre un forfait annuale pagato a rate: prevedibile sulla carta, ma con il perimetro delle attività incluse spesso vago. La parcella a consumo, a ore o a pratica, sembra più onesta ma rende il costo impossibile da pianificare. E ti fa esitare ogni volta che vorresti fare una domanda: che è esattamente il momento in cui il commercialista servirebbe di più.
Il criterio per scegliere: Attività stabile e prevedibile: forfait chiaro e dettagliato. Attività in crescita con operazioni frequenti: un modello dove le domande non costano extra.
Le voci nascoste che fanno lievitare la parcella
Nella maggior parte dei casi il forfait non copre tutto. Queste sono le voci extra più comuni che troviamo nelle parcelle:
Dichiarazioni integrative o correttive: 150-250 € a intervento
Risposte ad accertamenti o questionari dell'Agenzia delle Entrate, fatturate a ore
Canone software di contabilità o fatturazione, addebitato annualmente
Consulenze extra: contratti, business plan, operazioni straordinarie
Riconciliazioni bancarie richieste a fine esercizio, quando i conti non tornano
F24 aggiuntivi oltre quelli standard inclusi
Prima di firmare un incarico, chiedi sempre un preventivo scritto con l'elenco esatto di cosa è compreso. La differenza tra due preventivi da 2.500 € può essere enorme.
Quando il prezzo è giusto (e quando no)
Il numero in sé dice poco: 3.000 € possono essere un ottimo prezzo o un furto, dipende da cosa ricevi in cambio.
Un prezzo giusto, di solito, include nel forfait liquidazioni IVA, dichiarazioni, bilancio e un canale diretto con lo studio, di norma senza sorprese in fattura. E prevede che i tuoi numeri arrivino aggiornati almeno una volta al mese, non una volta all'anno.
Diffida invece, anche del prezzo basso, quando ogni domanda diventa un addebito, quando le risposte arrivano dopo settimane, o quando scopri come è andato l'anno solo ad aprile di quello successivo. Una parcella economica che ti lascia decidere al buio costa molto di più di quello che risparmi.
Se ti riconosci nella seconda descrizione, abbiamo scritto una guida su come cambiare commercialista senza stress: è più semplice di quanto pensi.
L'alternativa: il prezzo fisso in abbonamento
Negli ultimi anni si è diffuso un modello diverso, quello del commercialista online in abbonamento: un canone mensile fisso che comprende contabilità, commercialista dedicato, riconciliazione bancaria continua e una dashboard con i numeri sempre aggiornati. Il vantaggio non è solo la prevedibilità del costo: è sapere ogni mese dove sta andando l'azienda. Un modello simile è quello che abbiamo costruito con Computis per SRL e ditte individuali: se vuoi capire se fa per te, i criteri di questo articolo valgono anche per noi.
SCRITTO E REVISIONATO DA
Team Computis
Commercialisti e consulenti fiscali
Ogni articolo è verificato da un commercialista prima della pubblicazione. Le norme fiscali cambiano nel tempo: per il tuo caso specifico, parla con un consulente.
Tu pensi a crescere, ai numeri pensiamo noi
Contabilità, commercialista e visibilità sui numeri in un unico abbonamento. Prenota una call gratuita.
Richiedi una demo
